Del Sig.re Lazzarini
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Description
Watermark
Relations
Notes
per l'attribuzione del testo a Monesio cfr. sched n. 6568.
Analytical description
Poetical text transcription
Già veggio ogn’un che ride
E alle stupide ciglia
Archi formando va di meraviglia
In osservar l’effeminato Alcide
Che da Jole deluso
Ha deposto la clava e tratta il fuso.
Tra lo stuol delle Donzelle
Se filar voi mi vedete
Non stupite o Donne belle
E di me non vi ridete
Ch’io non so che mi ci fare
Le Donne d’hoggi dì fanno filare.
Se inesperta fu mia destra
In tratar fusi servili,
Ben amor la fé maestra
Nei lavori femminili
E poi senza l’imparare
Le Donne d’hoggi dì fanno filare.
"Adagio"
O voi dell’Erimanto
Folti boschi, antri cupi erme foreste
Tacete ogni mio vanto
Le glorie mie sono queste
Il gran mostro di Lerna
Preda del mio valore
Non vanti più le redivive teste
Poi che la fiamma interna
Ch’al cor m’accese Amore
Più de capi nascenti
Fa pullular in sen favile ardenti
O Cieli vacillanti
Più non vi sosterei se voi cadeste
Onde fermar potreste
Su le Terga d’Atlante i balli erranti
Ch’assiso appresso al mio diletto sole
All’Adorata Iole
Stimo pompa maggiore e meglior uso
Più che regger un Ciel trattare confuso.
"Allegro"
Rida pur chi rider vuole
Chi rider vuole
Ch’io per me la vò così
Pur che sia vicino a Iole
Vò filar la notte e l dì.
dica ognun quel che gli pare
Le Donne d’hoggi dì fanno filare.
Benché sia d’Amor trastullo
Io filar voglio in eterno
Di quel barbaro fanciullo
Chi provar non vuol lo sdegno
Lascio pur lasci d’amare
Le Donne d’hoggi dì fanno filare.
Location
Images
Type
Musica manoscritta
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