Ove gran monte inalza
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Ove gran monte inalza
La frondosa di quercie inspida schiena
Da cavernosa vena
Per quegl’erti dirupi Onda gelata
A precipizio sbalza
Quivi la bella Clori
Verso l’ingrato Eurillo
Palesava in tal guisa i propri amori.
Chiari rivi, ombrose piante
Il mio duol ridite un dì.
Che quest’anima penante
Viver più non può così.
Se d’Eurillo bel sembiante
Nel mio core amor scolpì
Con un strale di diamante
Onde l’alma ne languì.
Ma se pietà negate al mio dolore
Vi secchi il gel, v’inaridisca il sole.
Venticelli che lieti volate
Sempr’intorno ai fiori adorati.
Ad Eurillo crudele narrate
Del mio core gl’affanni penosi.
Ma se le pene mie non son gradite
Ditegli per te more
La disperata Clori
E poi e poi partite.
Zeffiretti lascivetti
Ch’alle rose rugiadose
Del matin [sic] sui vaghi albori
I sudori rasciugate
Ebri d’amor i sudori
del mio cor il dolor crudo
E le pene al mio bene
Per ridir volate horor.
E se all’idol ch’adoro
Se a quel ben per cui moro
Vedrete le mie pene essergli grate,
Dategli per me un bacio e poi tornate.
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Musica manoscritta
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