Ah Clorinda e come puoi
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Watermark
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Poetical text transcription
Ah Clorinda e come puoi
Affligger questo petto
Render a un cor fedel mercè di doglie
Ah che tosto compresi i sensi tuoi
S’in un picciol momento
Parte fai d’un sol core a cento a cento
Non so come l’alma mia
Più respiri in questo seno
S’alimento gl’è il veleno
D’un’eterna gelosia.
2.a
Perch’Amor se ferì il core
Non bendò quest’occhi miei
Così scorger non potrei
I miei torti e’l mio dolore.
Ben conobbi il mio mal il fato rio
Che non si stanca mai di tormentarmi
Vuole ch’io segua un vento e un van desio
Schiverò gli tuoi sguardi
M’involerò al tuo aspetto
Che fermezza non regna in quel tuon petto.
Mi parto e men fuggo
E più non mi struggo
Per finta beltà
Non vuol più il mio core
Soffrire il rigore
Dell’infedeltà
Mi parto men fuggo
E più non mio struggo
Per finta beltà.
In sì lontano lito
Volgerò il piè che mai
Di te mi giunga novella alcuna
E mi sarà gradito
L’andar vagando in solitarie arene
Purché non scorga i torti e le mie pene.
Godi intanto il tuo tesoro
Ch’io non turbo il tuo gioire
Ma il mio duolo e il mio martoro
Non sperar più di schernire.
2.a
Di te forse un più bel sole
Manderà tosto in esiglio
Dal dolente e mesto ciglio
Ogni tenebra di duol.
Adagio
Rendimi dunque i miei sospiri e insieme
Rendimi l’alma e’l core
Presto
Ch’io vendetta ti chieggio
Dolce
e non amore
a Dio cruda infedel
affettuoso
dolce cor mio
Presto
Folle che dissi ohimè crudele a Dio.
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Musica manoscritta
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