Lontananza. Cantata a’ voce sola Del Sig.r Carlo Cesarini
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Poetical text transcription
Oh quanto il vostro stato
Invidia questo core,
Care di Clori, mie mura adorate,
Mentre voi racchiudete
Quell’amato tesoro
Da cui lontano ahi?
Che languisco e moro.
S’io potessi come voi,
Sempre vivere, e morire
Maggior pena soffrirei
Con quel bel che m’innamora.
E temendo che tal sorte
Mi mancasse fin la morte,
Soffrirei più presto ancora.
Ah, che non può soffrire
La pena più tiranna
Un’alma innamorata,
Che viver lungi alla bellezza amata
E chi nol crede, oh Dio?
Per pietà, lo domandi al petto mio.
Penare, languire
È doglia minore,
Che dà lontananza.
Dà crucio maggiore
Geloso timore,
O incerta speranza.
Ma perché mi querelo
Se la bella non ode il mio lamento?
Tu deliri, cor mio,
Se la pietà tu brami,
Da chi lungi non sente il mio dolore.
Ah non vaneggi, o core,
Forse pietoso il vento
Messaggiero sarà del mio tormento.
Vanne, su l’ali d’un venticello,
Mesto sospiro del mio martoro.
Giunto alla bella, dilli ch’io peno,
E se non riede, dì pur ch’io moro.
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Musica manoscritta
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