Su dirupato masso
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Su dirupato masso
A piè d’un colle ameno
Ove ridente il prato
Circondava di fior il duro sasso
Assiso e disperato
Il misero Sileno
Volgendo i lumi all’etra
Cantò cantò così:
O cieli o cieli
E che pietate havrò da un cor di pietra.
Forse che’l piangere
Un dì può frangere
Quel cor durissimo
Di marmo asprissimo
Ch’adoro ohimè
Non mi lusingano
Speme che fingano
Al mio pensiero
Queste chimere
Stelle no no.
Piangerò disperato
Sin ch’il seno
venga meno
Simulacro del cor su’l sasso amato.
Nel mio pianto che distilla
A formare un mare il core
Di tempeste all’empia Scilla
Mi sommerga il rio dolore.
Così all’aure a i venti
Mandava i suoi sospiri i suoi lamenti
Quando gli afflitti lumi
Dieder con un sospir
Un lagrimoso giro
E vidd’intorno al sasso in cui sedea
Rider quei fiori all’hor che lui piangea
Onde dal duol risorto
Hebbe da quei Ligustri
Speme al cor riso al pianto al duol conforto.
Che s’accorse ben ei ch’il marmo fiede
Una costante fede e che non vale
A quel duro rigor il pianto frale
E si riprese il suo tenor e disse:
Anch’al marmo prescrisse
Il temp’ond’ei s’inchina
Alle proprie ruine
Del masso in cui sedea,
Contemplava vedea
Che s’a cime superbe
L’ersero già de’ suoi natal il fasto
Hor supino su l’herbe
Scherz’è de’ fiori abbandonato e guasto.
Hor non fia ch’io più disperi
S’idolatro una beltà
Che di pietra il cor mi dà
Rincoratevi o pensieri
Se l’Amor nella costanza
Seguirò l’impresa altera
Fia che cada fia che pera
Anche un dì quella baldanza
Di rigor cotanto fieri.
Rincoratevi.
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Musica manoscritta
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