Vaghe sponde amiche arene
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Poetical text transcription
Vaghe sponde amiche arene
Ch’il mio bene hoggi accogliete
Deh porgete un’hora almeno
Al mio sen grato ristoro
Soccorretemi ch’io moro.
Venite o sirene
Sentite il mio ardore
Fra lacci e catene
S’avolge il mio core
Né a lui libertà
Fortuna predice
Non speri pietà
Chi nacque infelice.
Amor che farò
Pietà più non spero
Già fai tu davero
Non burli più no
Amor che farò.
Duri scogli aurette amene
Che mie pene oggi ascoltate
Deh narrate a Filli ingrata
La spietata doglia mia
D’aspro mal’è cagion la gelosia.
Voi ninfe del mare
Udite il mio duolo
Fra molti d’amare
Hoggi io piango solo
Vuol sorte così
Pazienza o mio core
Resisti al dolore.
Almen questo dì
Pazienza o mio core
Vuol sorte così.
Amor che farò…. ut supra
Nocchieri su su
Prendete lo scoglio
Con aspro cordoglio
Penar no non più
Nocchieri su su
Che s’a Filli discopro i miei dolori
O farà ch’io non arda o che l’adori.
Ma che dissi ah no
Resister non si può
A cotante ferite
Fuggite ormai fuggite
Sì sì l’infausto loco.
Più s’avanza l’ardor vicino al foco.
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Musica manoscritta
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