Qual sia dentro al tuo Core | Cantata | Del Sig.r D. Emmanuele Astorga

Published

Identification

Record ID
11127
Musical form
cantata

Scoring

Summary scoring
1V,1str
Detailed scoring
Soprano e continuo

Description

Country
Italia
Language
Italiano
Physical description
C. 210r-217v ; 207x265 mm
Music format
Partitura

Watermark

Relations

Part of

Notes

Titolo dal frontespizio. Il manoscritto è stato realizzato dal copista, probabilmente di origini napoletane, ormai comunemente identificato come “Napoli A” e riconoscibile dal fregio simile a una mano stilizzata che generalmente pone sulle carte da lui vergate (Cfr. Bibliografia). In calce all’ultima pagina di musica è ripetuto due volte, una sopra l’altra, in due mani diverse, il motto: «Il Fine L.D.M.S.V».

Web resources

Analytical description

1.1: (recitativo, c)
Qual sia dentro al tuo core
2.1: (aria, sol minore, 2/4)
Qual prevaglia nel tuo core
3.1: (recitativo, c)
Ma qual sia che tu fingi, o amore, o sdegno?
4.1: (aria, Fa maggiore, c)
L’ardor che nel tuo seno

Poetical text transcription

Qual sia dentro al tuo core,
O di sdegno o d’amore
Fiamma che al mio apparire ogn’or s’accende,
Filli, questo mio cor non ben l’intende;
So ben ch’un dì m’amasti
Con tale ardor che a spegnerlo bastante
Tempo o morte non era,
Or di tua fé sincera
Ancor gl’indubi segni in te vegg’io.
Ma non vi veggio, oh Dio,
Quel tenero diletto,
Quell’interno gioir che fuor traspare,
Né ti giungon sì care
Qual pria le mie discolpe;
Qual’or gelosa agl’occhi miei ti mostri
Ond’io dubbioso e incerto
Del mio destin temo che in te si celi,
O sdegno fier sotto amoroso impegno,
O grande amor con maschera di sdegno.

Qual prevaglia nel tuo core
Fiero sdegno o fido amore?
Ben distinguerlo non so.
Tanto varia ogn’or ti scerno
Nell’aspetto che l’interno
L’alma mia capir non può.

Ma qual sia che tu fingi, o amore, o sdegno?
Se chiaro a me nol mostri
Egualmente m’offendi, o Filli amata,
Crudel, se m’odi e se pur m’ami ingrata
Che non dovresti, oh Dio,
Al misero cor mio
Celar quel ben che sol gli dà ristoro,
Quel ben ch’è mio tesoro,
Per cui d’amaro pianto
Più volte gl’occhi miei senti bagnarsi
Per cui dal sen tanti sospiri ho sparsi.

L’ardor che nel tuo seno
S’accese un dì per me
Se spento ancor non è,
Rendilo più palese agl’occhi miei.
Così contento appieno
Sarà questo mio cor
E nel mio fido amor
Bramar più lieta sorte io non saprei.

Location

Library
I-Nc — Napoli, Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "San Pietro a Majella" (from parent record)
Shelfmark
Cantate 32bis/35

Images

Reference works

Ladd 1982: B146

Type

Document type
Musica manoscritta
Record level
Sub-level record

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