Cantata a Voce Sola | Della Astorga
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Titolo dall’incipit testuale.
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Poetical text transcription
Dove sen’ita,
O pace del cor mio,
Dove ne sei,
Ahi che de’ giorni miei
La dolce e cara gioia
Teco è fuggita
Et in tua vece, ahi lasso,
Nel cor ch’abbandonasti
Pene, pianti, dolor solo lasciasti.
Torna al cor la mia pace,
O dio, d’amor è la gioia a questo sen.
Da quel dì ch’il tuo strale
Mi ferì sen fuggì
La mia calma el mio seren.
Ma sento ch’al mio core
Così favella e mi risponde amore.
Povero amor,
Non ha più forza e più valor.
Già spenta la sua face
Non bruggia più né sface
Al dardo suo fatale
Non fa piaga mortale
Né dà più pene al cor.
Con forza insuperabile e superna
Filli rubbommi il foco
E con mia doglia eterna
Mi tolse le saette a poco a poco.
Onde ti lagni a torto,
Innamorato core,
Poiché al dio d’amore
Hor ch’ha la forza darne
Non gli resta d’amor,
Altro ch’il nome et hor
Ch’il suo gran foco è in tutto spento
Sono gl’occhi di Filli il tuo tormento.
Begl’occhi traditori,
Struggete tutti i cori e poi ridete.
Fia mai ch’alli miei guai
Pietosi io vi rimirai
E ch’alli miei martiri pace darete.
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Musica manoscritta
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