La Rosa | del Sig.r | Mancini | con VV.
Identification
Scoring
Description
Watermark
Relations
Notes
Analytical description
Poetical text transcription
Il bianco piè della più bella diva
Punse una spina ascosa
E col bel sangue, onde rimase aspersa,
La terra colori la prima rosa.
Ma nacque sì bel fior con dura legge:
Che sia cinto di spine;
E con la dura sorte,
Ch’il sol, che a lei dà vita, a lei dia morte;
Onde a fama ch’un dì, su i primi albori,
così parlasse il real fiore a i fiori:
Consolatevi,
Delicati
Fiori amati,
Il destino vuol così;
Ancor io,
Che d’april son il desio,
Nasco e moro in un sol dì.
Udì l’alte querele
La Dea che Cipro adora,
E le più belle rose togliendo al suol,
Le pose nel vostro volto, amata Clori,
Ond’io amo in voi,
Benché avvolte in fragil velo,
Le bell’opre del Cielo.
Amo in voi, ma quelle rose,
Che la vaga dea compose
Per onor d’alta beltà.
Pur la rosa i preggi suoi
Perde in voi;
Che riceve in tal bellezza
La vaghezza, e non la dà.
Perché produsse il suol la spina ardita,
In pena, le sue rose
Hanno le spine,
E son caduche e frali;
Perché fu grato,
E di bel sangue tinse,
La prima rosa
Ottenne per mercede
Che nel volto di Clori
La rosa havesse eterni i suoi colori.
Rose vermiglie,
Rose di Clori,
No, non temete
Ardore e gelo.
Di nobil sangue
Voi siete figlie;
Ne cade o langue
Chi tanti onori
Vanta dal cielo.
Location
Images
Reference works
Type
Musica manoscritta
Sub-level record