Cantata XXV. à Flauto Solo | Del Sig:r Porsile
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Poetical text transcription
Violetta gentil, tu sei pur cara.
Tu di accesi colori
Ricca pompa non fai, paga di quello
Che ti suole adornar nobil pallore.
Non cerchi altra vaghezza e dal tuo stelo,
Che modesto ed umil fiorir si vede,
A viver senza orgoglio ogn’alma impara,
Violetta gentil, tu sei pur cara.
Non curando i vani onori,
Pallidetta violetta,
Tu non alzi il capo altero
Né sul popolo dei fiori,
Arrogante o superbetta
Tu pretendi di aver l’impero.
Tu a le piante vicine
Con fasto ambizioso
Non usurpi del vivo i freschi umori;
Né con cenno orgoglioso
Chiami tutte l’aurette a te vassalle;
Né tutte l’api a te d’intorno inviti.
Contenta di te stessa
E di quella umiltade
Che a le ninfe tu insegni ed ai pastori
Non cerchi altri ornamenti.
A te sol basta il veder che ti rendi
Quanto modesta più tanto più amata;
Tanto gradita più quanto più umile
E il saper che tu sei la prima gloria
E il primo onor d’aprile.
Violetta sai perché
Sei sì cara e sei sì bella?
Perché non sei superba e sei modesta.
L’umiltà che veggo in te
Ben mi dice in sua favella
Che la magior beltà nasce da questa.
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Musica manoscritta
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