Cantata quarta, con strumenti, à Canto Solo.
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Poetical text transcription
Traditor, che già spezzasti
Del tuo amore i dolci strali
I fulmini del ciel ben tosto aspetta
Ma del dio che profanasti,
Benché sieno a te mortali
Sono i fulmini ancor poca vendetta.
Per punir te spergiuro
Che di un sincerto amor, d’un alta fede
Tradisti senza orror le sacre leggi,
Tutto il braccio di Giove e leve pena
Che per la tua impietade
Da più folgori estinto
Tu cada al suol misero, e reo, non basta
Che per la tua fierezza
Tu rimanga colà pasto a le fiere
Non basta ancor. Senti o fellon; per quella
Scellerata incostanza
Onde estinguer volesti
La fiamma che vantasti eterna in seno;
A te si denno eterne fiamme; e queste
In cocito tu avrai. L’infame spirto,
Che di perfidia è un mostro,
La fra mostri di stige avrà il ricetto;
E invece di quel cor, per cruccio eterno
Le tre furie d’Averno avrai nel petto
Quanto falso fu il tuo amore
Tanto vero il tuo tormento
Core ingrato al’or sarà
E l’eterno tuo dolore
Diverrà maggior contento
Di mia giusta crudeltà.
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Musica manoscritta
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