Amendola 2017a

Category: Studi monografici su singoli autori

Nadia Amendola, La poesia di Giovanni Pietro Monesio, Giovanni Lotti e Lelio Orsini nella cantata da camera del XVII secolo, Tesi di Dottorato in Beni culturali e territorio, XXX ciclo, Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" - Geschichts- und Kulturwissenschaften der Johannes Gutenberg-Universität Mainz, 2016/2017

Keywords: Giovanni Pietro Monesio, Giovanni Lotti, Lelio Orsini, Cantata da camera, Seicento, Testo per musica
Library Shelfmark Diplomatic title ID
I-Bc V.289 La vita che sola 8130
I-Bc V.289 Morto voi mi bramate 10762
I-Nc 33.4.7a Del sig. Giovannini 12410
I-Nc Cantate 60 [olim 60.1.51] C’è altra pena che morire 12149
I-Rn 204.3.B.12 Augura il pontificato al sig. cardinale De Bagni 7311
I-Rn 204.3.B.12 All’eminentiss. Signor Cardinal Nerli 7482
I-Rn 204.3.B.12 All’Eccellentiss. Signor Marchese di Fontané 7483
I-Rn 204.3.B.12 Santa Tecla fu posta alle fiamme 7495
I-Rn 204.3.B.12 Il Sig. Del Nero si gloria d’esser stato ferito in una battaglia in Fiandra 8849
I-Rn 204.3.B.12 Poesie latine e toscane del Sig. Giovanni Lotti date in luce da Ambrogio Lancellotti suo nipote e secondo la mente dell’autore divise in tre parti 7305
I-Rn 204.3.B.12 Componimento musicale per la felicissima promotione dell’eminentiss. Sig. Card. Carlo Barberino. Colomba amorosa 7306
I-Rn 204.3.B.12 All’Eminentissimo Card. Astalli, che sempre diceva che le grandezze umane sono fallaci. S’allude al Palazzo d’Atlante dell’Ariosto, dove i Paladini incantati gioivano. Magica verga è il regio scettro e crea 7307
I-Rn 204.3.B.12 Alle glorie del Santiss. Pontefice Innocenzo XI. Si parla alla sua aquila gentilizia. Aquila sempre augusta o come erede 7308
I-Rn 204.3.B.12 Agli Eminentissimi cardinali Rospigliosi nipoti di papa Clemente IX. Azzolini segretario di Stato nella loro brevissima villeggiatura a castello. Giacomo, quel d’Atlante alto nipote 7309
I-Rn 204.3.B.12 A gloria de’ guerrieri cristiani morti in Candia contro i Turchi, implorando la loro intercessione contro i medesimi nemici. O gloriosi eroi, che in Creta aveste 7310
I-Rn 204.3.B.12 Alle glorie del Signor Cavalier Bernino per la catedra di S. Pietro illustrata da lui di più sublime sito e ornamento e per l’ammirabil teatro di colonne nella piazza del gran tempio vaticano. Di Pier la mole, che stancato avea 7312
I-Rn 204.3.B.12 Al medesimo. Per le statue di bronzo, che sostengono la Catedra di San Pietro. Pupilla de’ mortal la Chisia stella 7472
I-Rn 204.3.B.12 Al Signor Cardinal Spada, che fu legato di Bologna, il quale lodò in una accademia i componimenti dell’autore allora giovinetto. Signor, se le tre Spade a voi già foro 7473
I-Rn 204.3.B.12 Per la navigatione di Francia in Polonia della regina allora sposata al re polacco. Già la sposa real solca fugace 7474
I-Rn 204.3.B.12 Nella venuta di papa Alessandro VII alla visita della Basilica e clero di Santa Maria Maggiore. L’Ave sorge a Maria novel Carmelo 7475
I-Rn 204.3.B.12 All’Eminentissimo Brancacci creatura di Urbano VIII il quale fa per insegna quattro zampe di leone. Di qual fera real reliquie sono 7476
I-Rn 204.3.B.12 All’anime sante del purgatorio, per suffragio delle quali la Confraternita di Sant’Andrea di Pesaro andò in pellegrinaggio alla Santa Casa di Loreto. Si parla all’anime medesime. Stuolo d’eroi ch’in fervidi steccati 7477
I-Rn 204.3.B.12 Alla Maestà Cristianissima d’Anna Regina di Francia, per le superbe esequie fattele nella Basilica Laterana su ‘l Monte Celio. Anna, s’allor, ch’infra mortal vivesti 7478
I-Rn 204.3.B.12 Per le glorie di Santa Caterina da Siena, a persuasione della quale Gregorio Undecimo ritornò d’Avignone al governo della sua Chiesa in Roma. Sdegnando il zelo tuo, che più s’annidi 7479
I-Rn 204.3.B.12 Al Re Cristianissimo Lodovico XIV. Nella prima invasione d’Olanda, quando appunto la regia moglie gli partorì il secondogenito. Tu Vindice del ciel gallico Alcide 7480
I-Rn 204.3.B.12 Alla Santità di N. Signore Clemente X. Che ricusava con ammirabile costanza il pontificato. Parla la Chiesa a Sua Santità. Le moli, che dal suol sorgon più vaste 7481
I-Rn 204.3.B.12 Alla Santità di N. Signore Clemente X. Nella degnissima promozione seguita il 22. dicembre degl’Eminentiss. Borromeo, Massimi e Carpegna. Al medesimo pontefice. Già presso era il gran dì ch’all’infinito 7484
I-Rn 204.3.B.12 All’Eminentiss. Cardinale Camillo Astalli quando fu adottato per nipote da Innocentio X 7485
I-Rn 204.3.B.12 Nel felicissimo sposalitio del’Eccellentiss. Signori Gio: Battista Rospigliosi e Maria Margarita Pallavicini Nipoti di Clemente IX allor regnante. Si parla a Roma. Se per compendio pria di quei gran gesti 7486
I-Rn 204.3.B.12 Al Signor Gio: Battista Ciambotti virtuoso e dilettissimo amico. Narra l’autore le miserie della fugace umana vita. 7487
I-Rn 204.3.B.12 All’Eminentissimo Astalli adottato per nipote da Innocenzo X che fa per arme la colomba. Nella festa di Sant’Orsola di cui Sua Eminenza era protettore. Ecco dell’Anno in sui rigor nascenti 7488
I-Rn 204.3.B.12 In lode del Signor Cardinal Antonio Barberino protettore della religione domenicana. Lupi d’Averno a cui le fibre insane 7489
I-Rn 204.3.B.12 Raccomanda le sue poche fortune alla protettione dell’Eminentissimo Antonio Barberini suo Signore all’hora giovanetto e che componeva egregiamente in poesia. Fior de le rose e del purpureo coro 7490
I-Rn 204.3.B.12 In lode d’un p. Francesco Gesuita portoghese ammirabile per il disprezzo del mondo e carità; mandato all’Indie Orientali a predicarvi la fede, fatto Vescovo di Cranganor. A premiar la virtù ch’in te s’aduna 7491
I-Rn 204.3.B.12 Alle glorie di Urbano Ottavo il quale ritrovò il corpo di Santa Martina e di Santa Bibiana, Demetria e Dafrosa con molti altri Santi Martiri compagni delle medesime Sante. Non sazia di metalli e non feconda 7492
I-Rn 204.3.B.12 Alle glorie del medesimo Pontefice nell’invenzione del corpo di S. Martina nel recinto del Carcere di Mamertino, dove furono prigionieri S. Pietro e S. Paolo. Apre a piè del Tarpeo li fianchi a Roma 7493
I-Rn 204.3.B.12 Alle glorie del medesimo Pontefice nell’inventione di Santa Martina con altri suoi compagni martiri. Chini nel suol più cupo, Urbano, il ciglio 7494
I-Rn 204.3.B.12 La Santa Teresa Vergine nella celebrazione dell’anno centesimo dal giorno del suo passaggio all’eterna gloria. Dunque un immenso e sì felice appieno 7496
I-Rn 204.3.B.12 Nella morte d’un lacché dell’Eminentiss. Signor Cardinale Antonio ch’era velocissimo nel corso. Improviso. Garzon fedel, ch’ogni corsiero alato 7497
I-Rn 204.3.B.12 Per una cagnolina bianca chiamata Navetta in braccio a B. D. chiamata Maria, qual’era in educazione in un monastero. Improviso. Cagnoletta gentil, ch’in braccio stai 7498
I-Rn 204.3.B.12 Si lamenta di Zingaretta cagnola, che minaccia di morderlo a tavola dell’Eminentiss. Signor Card. Antonio Barberino suo signore. Improviso. Dunque irata tra vezzi a me t’avventi 7499
I-Rn 204.3.B.12 Alle glorie d’Urbano Ottavo quando risanato da una infermità mortale, si fece rivedere in publico ed il popolo gridava viva viva. Improviso. Vinto il rischio mortal d’irata stella 7500
I-Rn 204.3.B.12 In lode del Pompeo tragedia composta da N. Signore Alessandro Settimo nella sua gioventù. Su piaggia inospital d’Egittio mare 7501
I-Rn 204.3.B.12 Contemplazione al cielo. Non è chi ci miri 7503
I-Rn 204.3.B.12 Arietta morale. Avvertite che si more 7504
I-Rn 204.3.B.12 Ringraziamento a Dio de’ benefizii ricevuti tanto per la creatione, quanto per la redentione. S’avvien ch’io ripensi 7505
I-Rn 204.3.B.12 Aria. Parlano l’anime del Purgatorio. Siamo in porto ma quell’onda 7506
I-Rn 204.3.B.12 Il fulmine. Il fulmine son’io 7656
I-Rn 204.3.B.12 Il terremoto 7669
I-Rn 204.3.B.12 Alle glorie del Real Delfino di Francia nel possesso che prese della sua compagnia d’uomini d’arme. Canzonetta per musica. E quando mai s’intese 7699
I-Rn 204.3.B.12 Un peccatore a pié del crocifisso per musica. Sentimi per pietà trafitto amore 7714
I-Rn 204.3.B.12 Per la B. Rita da Cascia. Trafitta in fronte da una spina della corona del nostro Redentore. Signor dei rovi attorti al capo vostro 7715
I-Rn 204.3.B.12 Di S. Orsola con le undicimila vergini. Dai gelati confin d’artico inverno 7716
I-Rn 204.3.B.12 Di Sant’Orsola. Questa nova Argonauta in prora imbelle 7717
I-Rn 204.3.B.12 Di S. Orsola con l’undicimila vergini. Dal suol natio sposa real divelle 7718
I-Rn 204.3.B.12 Canzonetta morale. Udite mortali 8822
I-Rn 204.3.B.12 Tre strofette morali. Di primavera, d’estate e di autunno. Quest’auretta messaggiera 8823
I-Rn 204.3.B.12 Lamento di Giuda. Rapitemi dal mondo 8824
I-Rn 204.3.B.12 Del Delfino Reale di Francia. Prestatemi le lingue d’oro 8825
I-Rn 204.3.B.12 Aria morale. Grand’inganno è l’apparenza 8826
I-Rn 204.3.B.12 Aria morale. O quanto concorso 8827
I-Rn 204.3.B.12 Peccatore a piedi del crocifisso. Aria a 2 voci. Prestatemi l’ardore 8828
I-Rn 204.3.B.12 Oratorio d’Assuero. Madrigale a 2. Se il Ciel ne difende 8829
I-Rn 204.3.B.12 All’Eccellentiss. Sig. D. Lorenzo Colonn Gran contestabile del Regno di Napoli suo benignissimo Signore. Qualor sì prode al cor, regio al sembiante 8830
I-Rn 204.3.B.12 Venne da Milano in Roma l’Eccellentiss. Sig. Marchese Spinola a prender l’Eccellentiss. Signora D. Anna Colonna sua sposa. Di là dov’erge altero Insubria il soglio 8831
I-Rn 204.3.B.12 Nel felicissimo sponsalitio degl’Eccellentissimi Principi Sig. D. Filippo Colonna e la Signora D. Laurentia La Cerda. Vieni o regal Laurentia e in Campidoglio 8832
I-Rn 204.3.B.12 Alle glorie di madama reale Lodovica d’Orleans, quando di Francia andò in Spagna sposa del re cattolico Carlo II. Da la rocca del Beti ecco che scende 8833
I-Rn 204.3.B.12 In lode dell’illustriss. Signora Marchesa Sacchetti Teodoli dama di somma virtù e bellezza, quando il Signor Marchese Teodoli la desiderava per moglie. Naufrago all’infinito ond’il sembiante 8834
I-Rn 204.3.B.12 All’Illustrissimo Signor Pietro Mazzarino padre del Eminentiss. Giulio, nella cui arme sono i fasci consolari. Cerco talor de la città reina 8835
I-Rn 204.3.B.12 Al medesimo sopra le glorie de’ Cardinali suoi figliuoli, che molti attribuivano alla fortuna, non alla virtù dell’uno e degl’altri. Quella a cui tempi alzò plebe profana 8836
I-Rn 204.3.B.12 In lode del Signor Antonio Bruni poeta famoso di pelo biondo. O che in nome sì fosco additi al mondo 8837
I-Rn 204.3.B.12 Al Signor D. Pietro d’Aragona Viceré di Napoli venuto a Roma con regia pompa ambasciatore estraordinario di ubbidienza della Maestà Cattolica alla santità di N. Sig. Clemente X. Signor mentre sul Tebro il Ciel v’appella 8838
I-Rn 204.3.B.12 All’Illustriss. Signora Marchesa di S. Vito figliuola del Sig. Duca di Poli, che fa per arme un’aquila scaccata in bianco e nero; maritata al Signor Marchese Teodoli, che ha per impresa una ruota. Sol di beltà che sfidi a stuolo a stuolo 8839
I-Rn 204.3.B.12 All’Eccellentiss. Principesse Madama Colonna e Madama Mazzarini, mentre andavano a cavallo per le balze di Nemi, detta dagl’antichi Diana Nemorale. A Diana medesima. Giunse l’ora fatal né puoi fuggire 8840
I-Rn 204.3.B.12 Nelle nozze degl’Eccellentissimi Principi Colonna et Altieri. Regnando Clemente X. Piropo al lampo a la fermezza acciaro 8841
I-Rn 204.3.B.12 All’Eccellentiss. Signor Conte di Pegnaranda 8842
I-Rn 204.3.B.12 Al Serenissimo Granduca di Toscana Ferdinando Secondo nello sponsalitio del tuo Serenissimo primogenito con Madama d’Orleans. Signor d’alto pensier spiegando l’ale 8843
I-Rn 204.3.B.12 Alle glorie della signora Anna d’Aste. Per inondar di strage il regno amante 8844
I-Rn 204.3.B.12 Al Signor Duca Cesarino, che giovanetto bellissimo uccise un cinghiale, che gli aveva ammazzato il cavallo sotto. Poich’in mezzo alle selve un sì bel viso 8845
I-Rn 204.3.B.12 Alle dame romane rende gratie il teatro dell’Eccellentissimo Signor Contestabile Colonna del continuato favore ogni sera della loro presenza. Parlano i comici e musici del medesimo teatro. Rare compagne ha in Ciel Giuno reina 8846
I-Rn 204.3.B.12 Al Signor Cavalier Loreto per il dramma che compose dell’Aci, posto doppo dal medesimo in musica e cantato. Mentre addolcisci armonioso il pianto 8847
I-Rn 204.3.B.12 In lode di un gran segretario di Stato che anco nelle sue infermità mortale voleva fare i soliti dispacci e s’allude insieme alle sue innocenti prigionie. Se venuta col fato a più cimenti 8848
I-Rn 204.3.B.12 Nella promotione al cardinalato del padre Michel Mazzarino domenicano, che fu Viceré di Provenza e spedì un’armata navale poderosissima. Fasci che già per l’universo intiero 8850
I-Rn 204.3.B.12 Nella nascita del secondogenito del Sereniss. Principe di Contì pronipote dell’Eminentissimo Giulio Mazzarino. Sprigiona de le fasce o grand’Infante 8851
I-Rn 204.3.B.12 All’Illustrissima Signora Sacchetti sposa del Signor Marchese Nerli, nell’uscire dal monastero di Torre de’ Specchi. Qual da grave d’ardor mole festante 8852
I-Rn 204.3.B.12 All’Eminentissimo Giulio Mazzarino nella nuova dell’assalto dato da Turchi a Candia. A debellar l’emula Roma accinto 8853
I-Rn 204.3.B.12 Nelle sue maggiori angustie gli vengono regali dal Signore Cardinale Mazzarino impetratigli dal Sig. Abbate Elpidio Benedetti, che fa per arme rose e olivi. Per evitar d’irreparabil Fato 8854
I-Rn 204.3.B.12 Per il Signor Cavaliere Laureto musico e poeta, che stampò il suo dramma d’Aci e Galatea. Delle sue glorie e di se stesso armato 8855
I-Rn 204.3.B.12 Al serenissimo Prencipe Leopoldo nella sua promotione alla porpora. Frutto di Flora, in cui deliba il mondo 8856
I-Rn 204.3.B.12 Alle glorie dell’Eccellentiss. Signora D. Ippolita Lodovisia nell’uscir dal monastero di Torre di Specchi. Sposa dell’Eccellentiss. Signor Don Gregorio Buoncompagni. Torre del Ciel che del più terso acciaro 8857
I-Rn 204.3.B.12 Nella venuta in Roma della Regina di Svetia fatta cattolica regnando Alessandro VII. Quella nave avventurosa 8858
I-Rn 204.3.B.12 Dama armata a cavallo che correva in giostra e ch’era anco eloquentissima nello scrivere. Mentre Filli in su l’arena 8859
I-Rn 204.3.B.12 Quanto sia infelice quell’ardimento, che tenta cose improportionate alle sue forze e meriti. Navicella che sì altera 8860
I-Rn 204.3.B.12 Canzonetta per musica in lode della neve. Bella neve che d’intorno 8861
I-Rn 204.3.B.12 Canzonetta amorosa morale. Pria ch’adori e resti avvinto 8862
I-Rn 204.3.B.12 Nell’augustissima nascita del primogenito di Sua Maestà Cesarea. Versi per musica. Tu che ’l mondo hai per trastullo 8863
I-Rn 204.3.B.12 Canzonetta per musica nel passaggio per Milano della Maestà Cesarea d’Anna Margarita d’Austria imperatrice sposa. Apparecchiatevi aquile altere 8864
I-Rn 204.3.B.12 Il giuditio di Paride. Interlocutori. Invidia, Mercurio, Paride, Giunone, Pallade e Venere. Degl’angui c’ho nel crin l’orrido fischio 8865
I-Rn 204.3.B.12 Amante, che gode delle sue pene, per gli occhi di bella donna. Aria per musica. Quand’un Fato 8866
I-Rn 204.3.B.12 Desiderio di bella donna d’esser compatita. Che credete ch’io voglia 8867
I-Rn 204.3.B.12 Vanto di fedeltà contro fortuna. Aria a 2. O mirate che portenti 8868
I-Rn 204.3.B.12 Costanza. Un amor nobile 8869
I-Rn 204.3.B.12 Osservanza di parola. Ho detto di sì 8870
I-Rn 204.3.B.12 Per bella donna schiava nata in Costantinopoli, che poi battezzata, un amante la pigliò per moglie. Parla l’amante. Nacque il mio foco in aggiacciato clima 8871
I-Rn 204.3.B.12 Nello sponsalitio del serenissimo Cosimo Granduca di Toscana e la Serenissima principessa d’Orleans. Per musica. D’un giglio ch’infiora 8872
I-Rn 204.3.B.12 In lode dell’Eccellentissima casa Colonna per musica. Quando io penso al dì preciso 8873
I-Rn 204.3.B.12 Un sventurato. Per musica. Stelle cangiate crine 8874
I-Rn 204.3.B.12 In lode della rosa Orsina per musica. Sempre il Tebro ha primavera 8875
I-Rn 204.3.B.12 Per la pace tra Spagna e Francia dell’anno 1660. Per Musica. Mortali o voi ch’in atra notte avvolti 8876
I-Rn 204.3.B.12 In lode di Posilipo overo Pausilippo in Napoli luogo delitiosissimo. Per musica. Pausilippo al nome solo 8877
I-Rn 204.3.B.12 Nello sposalitio di Cosmo Terzo Gran Duca di Toscana e con Madama d’Orleans Margarita di Borbone. Per musica. Nobil pianto dell’aurora 8878
I-Rn 204.3.B.12 Nelle nascita del Signor Principe Colonna dagl’Eccellentiss. genitori Maria Mancini e Laurentio Colonna. I Signori Mancini han nell’arme i persci, come i Signori Colonnesi le sirene. Per musica. Nato sol per illustrare 8879
I-Rn 204.3.B.12 In lode della rosa alludendosi a bellissima dama chiamata Rosa. Per musica. Allor ch’in sul mattin la bella Rosa 8880
I-Rn 204.3.B.12 Pazzia di quelli che vogliono i ritratti delle dame. Per musica. O mirate questi amanti 8881
I-Rn 204.3.B.12 Per le Nozze degl’Eccellentiss. Principi Sig. Contestabile Colona, e Signore D. Maria Mancini. Nell’Arme Mazzarina son tre Stelle, e i fasci Consolari. Per Musica. Il fior de le belle 8882
I-Rn 204.3.B.12 Alle glorie del Sereniss. Principe Gio: Gastone secondogenito del Serenissimo Gran Duca di Toscana Cosimo Terzo. Per musica. O d’Etruria alto germoglio 8883
I-Rn 204.3.B.12 Alla maestà d’Anna regina cristianissima le cui bellezze, particolarmente quelle delle mani, erano ammirabili. Per una signora ch’ebbe fortuna di riverirla. Per musica. Giunsi pur mai non fu tardo 8884
I-Rn 204.3.B.12 Nel felicissimo Sponsalitio di Carlo Secondo Re Cattolico, e della Real Luisa D’Orleans. Per Musica. Or crolla e cadi e spianati o Pirene 8885
I-Rn 204.3.B.12 Il Signor N. in veder bella fanciulla chiamata aurora se n’innamorò e la prendé per moglie. La beltà che m’innamora 8886
I-Rn 204.3.B.12 In lode di molte Dame, che andavano in barca per il Tevere. Insuperbitevi onde latine 8887
I-Rn 204.3.B.12 Amante liberato da servitù d’amore. Ho scosso il giogo e non si geme più 8888
I-Rn 204.3.B.12 Dissuade un amante di far serenate. Che ti credi che sian le stelle 8889
I-Rn 204.3.B.12 Morale, contro amore. Chi non vuol piangere 8890
I-Rn 204.3.B.12 Per un principe che desiderava dormire e non poteva. Vigilanza importuna 8891
I-Rn 204.3.B.12 L’amore una publica pazzia del mondo. Mentre solo d’amore mi doglio 8892
I-Rn 204.3.B.12 Nell’augustissima elettione di Leopoldo Imperatore. Sol di gloria cui nel polo 8893
I-Rn 204.3.B.12 Frenesia di donna amante nella lontananza dell’amato. Importuna lontananza 8894
I-Rn 204.3.B.12 De’ vermi della seta, si disputava in un problema qual fusse più amoroso, & utile all’uomo, quello che muore nel boccio, o quello, che scappa da riprodurre il seme, e si difende il primo. Chi desia di rimirare 8895
I-Rn 204.3.B.12 Nella morte della Signora Marchesa Lucretia Orologi, uccisa di notte da un sicario per la resistenza fatta alla lascivia di esso. Un Mida empio di Gnido allor che scorse 8896
I-Rn 204.3.B.12 Disperatione. Non consolatemi ch’io più m’affanno 8897
I-Rn 204.3.B.12 Dama chiusa in casa per la peste. Parla in questo tenore all’anima sua. Già da le morti armate 8898
I-Rn 204.3.B.12 Uno liberato da lacci d’amore. Io ritorno dal periglio 8899
I-Rn 204.3.B.12 Aria morale. La saetta non penetra più 8900
I-Rn 204.3.B.12 Si deplorano le bellezze estinte dell’Imperatrice Isabella prima servita viva e poi veduta morta da San Francesco Borgia. Aria per musica. Al regio natale 8901
I-Rn 204.3.B.12 Per l’elettione del nuovo imperatore. Orfane su tornate aquile al nido 8902
I-Rn 204.3.B.12 Nella morte dell’Eccellentissima Signora D. Isabella Colonna Gioieni Duchessa di Tagliacozzo di Santissima vita. Versi musicali. Veggio un volto luminoso 8903
I-Rn 204.3.B.12 In lode dell’altezze reali di Savoia protettrici di tutte le virtù. Di Parnaso e d’Ippocrene 8904
I-Rn 204.3.B.12 Il Signor N. sospira l’arrivo della Signora N. destinata sua Sposa. Parla il guardo al pensiero. Ignoto volante 8905
I-Rn 204.3.B.12 Loda il navigare quando è bonaccia. Su l’ali del vento 8906
I-Rn 204.3.B.12 Disperatione. Chino la fronte e taccio 8907
I-Rn 204.3.B.12 Infelicità d’amanti. Il mio core è un mar di pianti 8908
I-Rn 204.3.B.12 Una gran signora una sera incognita al sereno cantò un’arietta divinamente. Di loda questa nobilissima cantatrice. Una notte la più bella 8909
I-Rn 204.3.B.12 Pazzia d’amante. Piangetemi per morto 8910
I-Rn 204.3.B.12 Documento per disamare. Si divida la pena e viverò 8911
I-Rn 204.3.B.12 Si loda B. D. che cantava benissimo e negava di saper cantare. L’armonia che fan le stelle 8912
I-Rn 204.3.B.12 Rimedio per liberarsi dell’amor terreno. Dove vai pensier volante 8913
I-Rn 204.3.B.12 Non si devono dolere gl’amanti se penano, perché non vogliono, né dire, né sentire, se non arie amorose. O che sempre si parli di foco? 8914
I-Rn 204.3.B.12 La troppa felicità in amore è una grande infelicità. Io trionfo d’un tesoro 8915
I-Rn 204.3.B.12 Aria morale per serenate. Esempio di fuggito amore. Il tuo sonno è mio letargo 8916
I-Rn 204.3.B.12 Lamento di Portia moglie di Bruto prima d’udire la morte del marito. Apprestate il destriero 8917
I-Rn 204.3.B.12 Zenobia Regina de Palmieri, per vendicare la morte del suo marito Odenato in venir a battaglia con Aureliano Imperatore, da cui fu vinta e menata in trionfo, fa questo lamento. Or vadane l’impero 8918
I-Rn 204.3.B.12 Lamento di Giunone con Giove. Tra quante piangono 8919
I-Rn 204.3.B.12 Aria in presenza di molte Dame nella Reggia di Parigi. Cercava due pupille 8920
I-Rn 204.3.B.12 Un carro nel Carnevale, In Cima del quale era un Cupido, che teneva legati molti Amanti, che si lagnano così. Or che del Tebro a le festive arene 8921
I-Rn 204.3.B.12 Pazzia di D. Amante. Ahi che folle stravaganza? 8922
I-Rn 204.3.B.12 Forza di bella donna chiamata Rosa. O quante punture 8923
I-Rn 204.3.B.12 Amante che ricusa conforto 8924
I-Rn 204.3.B.12 Rimedio contro amore. Armi se stesso d’un pensier di morte 8925
I-Rn 204.3.B.12 Forza della virtù. Aria a 2 voci. E mirate che portenti 8926
I-Rn 204.3.B.12 Due amanti che piangono insieme di notte. O di due cori 8927
I-Rn 204.3.B.12 In lode della fedeltà. La mia fede o quant’è bella 8928
I-Rn 204.3.B.12 Incostanza di bella donna. Le frodi d’Amore io tutte le so 8929
I-Rn 204.3.B.12 Passeggio di notte con musica. Una notte la più bella 8930
I-Rn 204.3.B.12 In lode della fedeltà d’un amante. La mia fede o quant’è bella 8931
I-Rn 204.3.B.12 Amante che piange sempre. Non ho più lagrime 8932
I-Rn 204.3.B.12 Crudeltà di bella donna. Mirate che core? 8933
I-Rn 204.3.B.12 Serenata. Ora ch’in fosco velo 8934
I-Rn 204.3.B.12 Amante che lontano prega la sua dama destinatagli per sposa a ricordarsi di lui. Almeno un pensiero 8935
I-Rn 204.3.B.12 Il fortunato, si crede che la sua felicità non abbia mai a finire. Mi fa pur ridere 8776
I-Rn 204.3.B.12 Peccator pentito, doppo aver sentito gl’elementi che gl’intimavano la morte, così prega. Offeso Dio che pendi 8777
I-Rn 204.3.B.12 Predica del sole ai mortali. Io sono il sole, universal tesoro 8779
I-Rn 204.3.B.12 In lode di papa Urbano Ottavo. Quando la Svetia assalì la Germania e allorché l’Autore avea andare a baciargli i piedi. Quel Pontefice faceva per privata impresa il Sole. Traea sul dorso Atlante 8795
I-Rn 204.3.B.12 La Pallade overo La toga armata. Canzone. Dedicata alle glorie tanto pacifiche quanto militari dell’Eminentiss. Card. Antonio Barberino suo signore. Indole bellicosa 8796
I-Rn 204.3.B.12 Lamento di Roma nella partenza dell’Eminentiss. Sig. Cardinale Antonio Barberino. Per musica. Parti Antonio e Roma piange 8797
I-Rn 204.3.B.12 Invita a ritornar a Roma monsignor Mazzarino, che era in Francia in tempo di Lodovico XIII. e del Card. Richeliù. Quirin t’aspetta, o di quei saggi e grandi 8798
I-Rn 204.3.B.12 Nelle nozze degl’Eccellentissimi sposi Sig: Prencipe di Solmona e Signora D. Eleonora Buoncompagni sotto gl’auspici d’Alessandro VII. Se del Cielo al primo cenno 8799
I-Rn 204.3.B.12 Aria morale. Ancor satio non sei 8800
I-Rn 204.3.B.12 Peccatore a pie’ del crocifisso. Inferno io veggo aperte 8801
I-Rn 204.3.B.12 Aria morale. Qualor mio Dio t’offendo 8803
I-Rn 204.3.B.12 Aria morale. O Dio perché non t’amo 8804
I-Rn 204.3.B.12 Per la Beatissima Vergine. Aria. A tuono che strali 8805
I-Rn 204.3.B.12 Per la Natività del Signore. Spunta omai Sole immortale 8806
I-Rn 204.3.B.12 Una cagione morale, perché le sfere celesti siano immutabili e le cose qua giù tanto variabili e caduche. Per mover il zelo 8807
I-Rn 204.3.B.12 La fede invita i Cristiani a riverire Giesù nato nel presepio di Betlem. Fidatevi sol della fede 8808
I-Rn 204.3.B.12 Aria morale. Non mi conosco ancora? 8809
I-Rn 204.3.B.12 Aria morale. Sempre a te parla la morte 8810
I-Rn 204.3.B.12 Per il Natale. Questi ch’ignudo piange è il gran Tonante 8811
I-Rn 204.3.B.12 Posto il piede sopra a quello di San Pamfilio vescovo di Sulmona, si sentivano i cori degli angeli cantanti. Chi del margine stellante 8812
I-Rn 204.3.B.12 Aria a gloria di San Gaetano che liberò Napoli dalla peste. Quella città regnante 8813
I-Rn 204.3.B.12 Aria morale. Datemi lagrime 8814
I-Rn 204.3.B.12 Contro l’amante mondano. Vieni amante e a noi rimembra 8815
I-Rn 204.3.B.12 Nella festa di San Filippo Neri. Alla santità di Nostro Sig. Alessandro Settimo assunto poco prima al pontificato. Filippo ancorché algente 8816
I-Rn 204.3.B.12 Amor celeste. Non mi chiamo sventurato 8817
I-Rn 204.3.B.12 Nella natività della Madonna Santissima. Ecco in luce 8818
I-Rn 204.3.B.12 Peccatore a pie’ della croce. Colpe mie venite a piangere 8819
I-Rn 204.3.B.12 Componimento musicale nel felicissimo sponsalitio degl’Eccellentissimi Signori Don Maffeo Barberini, e D. Olimpia Giustiniani. Cessa il verno e vien festivo 8820