XIX. Agonia
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Il più misero amante
Ch’in amorosa fiamma ardendo vive
All’Idolo ch’adora esule scrive:
Mai più vi rivedrò
Adorate pupille
Ma il core infelice
Vivendo d’ardore
D’ardore si pasce,
E nuova Fenice
Morendo morendo
Nel foco rinasce
Alle vostre faville
Benché lontan da voi fuggir non può.
Voi del cielo d’Amore
Occhi lucenti e con benigni influssi
Arricchiste il mio seno
Di sperati contenti
Or che lungi da voi piango e sospiro
Volgete un guardo alle dolenti note
Che v’esprimono parte il mio martire
È già che cruda anzi mortal sentenza
Fulminò contro me
Quel gran rigor che di mia pena è fabro.
Sia mite l’occhio s’è tiranno il labbro
Se alla morta mia speranza
Fan l’esequie i miei pensieri
Che più speri
Sfortunata mia costanza.
Per desio di morire
Qui sospese la mano
Lo sventurato Eurillo
Non pianse nò ch’intanto
Bevé l’alma assetata il suo gran pianto.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore