Del Sig.e Fran. Ur
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
[S]quarciato il fosco velo
E spente già del ciel le faci ardenti,
A rinovare il giorno
Sorge dall’onde tra spumosi argenti
Con lucidi fulgori il Dio di Delo
E con occhio fecondo
Comparte i raggi ad illustrare il mo[n]do.
«Ogni prato si rinverde
E colline e monti indora
E le perle de l’aurora
Tra li fior tutte disperde.
Sol io, misero amante,
Fomenta[n]do nei sensi aspro pensiero,
Incontro in ogni istante
Laberinti di larve e di chimere;
Ingombra il seno mio
Atra notte d’orrori
Che tante a questo cor tenebre adduce
Ch’io non distinguo più l’ombra e la luce.
Non ha core chi non piange
Nel vedermi in tante pene
Se la sorte non si frange
Sempre in duol penar conviene.
Ma se l’instabil fato
Nel regno di Cupido anche prevale,
Perché piango e sospiro,
Perché bramo morire?
Come, dunque, non spero
E clemenza e pietà dal nume arciero?
Speranze tornate
Nel misero petto,
La gioia portate
Bandite il sospetto».
Varian le stelle ancor nel ciel d’amore
Non disperi pietà costante core!
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore