Del Sig.r D. Nicolò Porpora
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Mentre doglioso un giorno al piè d’un Elce
Sedea tacendo, e col pensier le strane
Opre d’amore, e la mia sorte ingrata
Io rivolgea nell’affannata mente,
Del [!] bosco uscir repente
Vidi per man due leggiadrette Ninfe
E de’ nostri Pastori un solo stuolo
Le bell’orme seguiva in valle
In pregio e in riva
Ma il mio mesto pensier già mi togliea
Da quel piacere e al mio mal mi spingea
Quando la bella Cintia a me rivolta,
Canta mi disse! Ed io risposi allora
Pianger dovrei ma poiché il brami io canto
di tue rare bellezze il pregio e’l vanto.
Fra gigli e rose
Amor s’ascose
Nel tuo bel viso,
Ed or dal riso
Ed or dagl’occhi
Par ch’egli scocchi
Strali a ferir.
Il vago aspetto
dolce, diletto
reca a ch’il mira
Ma poi sospira
Nel suo gioir.
O se allegra favelli o onesta taci
Sempre più alletti e piaci
E se tal hor mover leggiadro il piede
In vaghe e nuove danze alcun di guarda
[...] e ch’egli d’amore avvampi ed arda
Ma poi quando il bel vivo ardente raggio
Delle tue chiare luminose stelle
Volgi con dolce amabil vezzo usato
Rendi intorno ogni cor lieto e beato,
Vorrei più dir ma la mia cruda doglia
Voce lena e pensier par che mi toglia.
Navicella aggitata
Fra l’onde
si confonde
Smarrito il mio cor.
I tuoi pregi
E i miei crudi tormenti
Son due venti
Di strano furor.
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore