Partitura | Gratia Divina è Adamo | Cantata Accademica per la Concet- | tione di Maria Vergine | à 2 C. C. | e | Violini | Di | Frà Fran:co M:a Benedetti Minor Con.le M.ro di Cappella nella | Sagra Basilica d’Assisi | 1715 | 9bre
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Udisti Adamo?
Intesi e la gran voce
Dell’offeso Signor io sento ancora.
Nel cor scolpita restò la pena
Che rea mia sorte si meritò.
Onde la vita d’affanni piena
Poi con la morte terminarò.
Ah che pur troppo la gran legge intesi.
Se nulla più capisti non penetrasti
Ancora il gran secreto
Del profondo divin alto decreto.
Sol del cielo il volto irato
L’ombra sola del peccato
Vede l’alma che peccò.
Preme il fianco accesa face
Già parduta quella pace
Che la colpa al cor rubbò.
Adamo ancor non sai quel che dispose Iddio
Per sodisfarsi a pien del fallo rio.
Con il Padre il Cielo irato
Vuol che pianga ogni suo figlio.
Vuol che anch’esso condannato
Sia morte ed alt’esiglio.
Come di notte oscura
Il tetro manto si spande
E toglie alla mondana mole
Ogni vaghezza e riso
Così padre infelice alla mia prole
L’innocenza involai.
Onde il mondo sarà ragion di pianto
Così volle del ciel giusto consiglio
Che fosse una sol colpa
Del genitor colpa del figlio.
Della legge stabilita
Fia che ceda il gran rigor.
Verrà quel dì spera così
E dall’alma sbigottita
Fugga il duolo ed il timor.
E tanto il Ciel promette
Ma quel de’ figli miei
Nel perigio comun
Non fia che pera?
Donna di regia stirpe
È quella appunto che nell’idea divina
Dell’opre disegnate è il primo oggetto.
Gran mistero mi scopri.
Prima che la sua man natura adopri
La bell’opra io formerò.
Prole d’Adamo?
Sì ma che d’Adamo la machia non havrà
Sarà suo vanto
Il dileguar l’empia cagion del pianto.
La tua colpa il serpe sarà
Chi insidierà di costei l’auguste piante
Col suo tetro e rio velen.
Ma del mostro il capo infranto
Dal suo piede trionfante
Sarà sol vanto della gran donna
Donare al mondo un sì gran ben.
E di qual pregio adorna
A tanta sorte giunger potrà costei?
Pregio di Madre dell’almo e divin Figlio
La vuol prole d’Adam ma non infetta.
Giusto voler del cielo
Che sa con pari zelo
Di rigor e pietà
Trattar con chi fallì.
Venga qual dì giocondo
E porti presto al mondo
La prima libertà,
Sì venga quel dì.
Venga sì quell’eroina
E di luce pellegrina
Spanda al mondo i raggi suoi.
In quel suo celeste viso
È fugato il pianto il duolo
Gioia sol tramandi a noi.
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