Colpe mie venite
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Titolo dall’incipit testuale. Capolettera ornato per mano di Silvestro Nola, copista della bottega di Lanciani. Il testo – facente parte delle Poesie latine e toscane del Sig. Giovanni Lotti (scheda n. 7305) – è intonato in parte dell’oratorio "Mi son fatto nemico il mondo" attribuito a Marc’Antonio Pasqualini o Luigi Rossi. Un’ulteriore intonazione del testo è in una cantata per Soprano e basso continuo attribuita a Paolo Lorenzani in M-MDca, ACM ms. 40 (cfr. Bibliografia).
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Colpe mie venite a piangere,
Ben sapete
Chi voi siete,
Sete quelle
Che rubelle
Ogni legge del Ciel poteste frangere,
Colpe mie venite a piangere.
Comparir voi non osate
A qual trono di vendetta,
Ove il giudice v’aspetta;
Ma v’ingannate, o colpe, ah, v’ingannate;
Quel sacrato augusto legno
Tribunal non è di sdegno,
Ma ben reggia di pietate;
Voi v’ingannate, o colpe, ah, v’ingannate.
Mirate, che quel grande
Per non veder in voi le macchie imp[r]esse,
Tien le palpebre oppresse;
E per non flagellarvi in mille modi
Frena le man co’ chiodi,
Sol per rendervi alfin purgate e monde,
Un diluvio di sangue al suol diffonde.
Parlate col pianto
O colpe pentite,
Sarete gradite
Da lui ch’un sospir vostro ambisce tanto,
Parlate col pianto,
Pur che gemere ti senta,
ogn’eccesso maggior gloria diventa.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore