Lasciatemi o pensieri | del sig.r Marc’Antonio Pasqualini
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Lasciatemi o pensieri
Tanto ch’io mi consoli
Date tragua al mio duol sin ch’io respiri
Da me sen fugga, e al terzo ciel sen voli
Quel dio ch’a’ miei desiri
Diè in pena d’adorar occhi severi.
Lasciatemi o pensieri.
Il pensar a quel che fu
Per saper quel che sarà
Sospirar in servitù
La perduta libertà
Son tormenti troppo fieri
Lasciatemi o pensieri
Non m’affliggete più cure dolenti
Breve gioia desio
A’ miei longhi tormenti
Momentanea quiete al viver mio
Pria che l’afflitto core
S’incenerisca al fulminar dell’hore.
Si pensieri si fuggite
Il mio cuor da cure sciolto
Lungi ai rai d’ingrato volto
Non apra col pensier le sue ferite.
Si pensieri si fuggite
La speranza che tradì
Con lusinghe la mia fe’
Fugga pur lungi da me,
e ragion che goda un dì
chi soffrì pene infinite.
Si pensieri si fuggite.
Infelice che parlo? Ah che vaneggio?
Come potrà da me girne lontano
Quel pensier che nel sen vibrò la mano
Di si potente nume.
Hor si che ben m’avveggio
Ch’un alma in van presume
Gioire un sol momento
Se nasce con la gioia anco il tormento.
Un cor prigioniero
se piange e sospira
A torto s’adira
col proprio pensiero.
Da’ ciglio severo
Se penar non desia viva disciolto.
Cuor che brama gioir non ami molto.
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Musica manoscritta
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