Cantata à voce sola Del Sig.r Baron d’Astorga

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
7721
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 7-12 [olim 147-152]
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, la minore, c)
Tra solitarie balze
2.1: Largo (aria, la minore, c)
Piangi mesto ò vago rio
3.1: (aria, la minore, c)
Tirsi infido, chi mai ti fece il cor
4.1: (aria, re minore, 12/8)
È troppo a questo cor

Trascrizione del testo poetico

Tra solitarie balze,
Ove l’ombra dei faggi
Tempra d’estivo sole i rai cocenti,
Posando un dì Clorinda,
Sfogava all’aure sorde i suoi lamenti.
E mentre trascorrea tra selci un rio,
Accompagnava della Ninfa intanto,
Col mormorio dell’acque il mesto pianto.
Onde rivolta a lui Clorinda bella,
Gl’espresse i suoi martiri in tal favella.

Piangi mesto ò vago rio
La sventura del mio cor.
Accompagna il dolor mio,
Che a pietà ti move ogn’or.

Tirsi infido, chi mai ti fece il cor
Di sì crudeli tempre?
Se Ninfa che t’adora
Godi crudel di veder pianger sempre.
Ah se un giorno ti piacque,
Ch’io ti seguissi amante,
Perché barbaro tanto,
Lungi dagl’occhi miei porti le piante?
Torna, torna mio bene,
Che un giorno al fin m’uccideran le pene.

È troppo a questo cor,
O sorte il tuo rigor fors’è ch’io spiri.
Che senza mai gioir
Non posso oh Dio soffrir tanti martiri,

Collocazione

Biblioteca
I-Nc — Napoli, Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "San Pietro a Majella" (dalla scheda superiore)
Segnatura
33.4.24 (olim Cantate 102)/2

Immagini

Repertori bibliografici

Ladd 1982: n. 195, p. 315

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

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