Di Staremberg. Pietà Lidio, pietà
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Rispetto al riferimento Di Staremberg che compare nell’intestazione, non è possibile chiarire l’identità né la responsabilità associata al nome. Il RISM lo indica come compositore, ma non si conoscono altre musiche attribuibili a questo nome. Più probabile che si trattasse di un aristocratico, membro della famiglia dei conti di Staremberg: in tal caso potrebbe essere stato dedicatario o possessore della cantata.
Risorse web
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Pietà, Lidio, pietà
La tua Filli son io
Che disprezzata ancora
Più costante ti segue e più t’adora.
Volgiti al pianto mio
Che s’avrai core in petto
Pietade sentirai, se non affetto.
Lasciate i rigori
Pupille amorose
Non siate ritrose
S’io chiedo pietà.
Venite agl’amori
Che il core piagato
Benché disprezzato
Fuggirvi non sa
Lasciate i rigori
Pupille amorose
Non siate ritrose
S’io chiedo pietà.
Dura legge d’amore
Mi condanna a seguir chi mi disprezza
E quanto più crudel più m’innamora.
S’il pregar di donna amante
Non ti sveglia in petto amor
Hai nel sen cor d’adamante,
Lidio ingrato, o non hai cor.
Se non può beltà che prega
Da te mai sperar pietà
Quel tuo sen ch’amor le nega
È senz’alma o cor non ha.
Che se chiudete core
Benché di selce oppur d’alpestre sasso
Già lo vedrebbe infranto
Da più stille di pianto
O almen darebbe luogo
A scintille d’amor sparse di fuoco
Ma tu m’ascolti e taci,
Parlo né mi rispondi
E col silenzio i detti miei confondi.
Snoda, oh crudo, gli accenti
E se dell’amor mio pretendi offesa
I torti miei, le colpe mie palesa.
Mi confesso rea di morte,
Cruda sorte,
Se pur colpa è l’adorar.
Che s’amar più non poss’io
Più caro della vita ho il morir mio.
Al tribunal d’Astrea
Fatto ricorso un dì
Filli così dicea
Querelando d’ingrato
Lidio Crudel, il non amante amato.
Collocazione
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore