Esagerationi d’Eurilla Cantata à Voce Sola del sig.r Aless.o Scarlatti
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Sedeva Eurilla un giorno
presso alle belle sponde
D’un rio che nel camin cresceva in fiume
Ivi il platano il faggio
Ombre faceano all’onde
In faccia di colui che vibra il raggio
Ella un tempo le luci
tacita al Cielo affisse
Poi chiamando il destin così gli disse:
Se tu reggi con libero impero
Le speranze dell’orbe creato
O il nome del Fato
Per me non è vero
O sei sfinge col nome di fato
Un pensier che non ha del divino
Le tue norme già mai non intende
Se sono vicende
Non hanno destino
S’è destino non hà le vicende
E’ un momento il gioire
son secoli gli affanni
doppo un lampo di bene
fulmine sempre vien d’atroci pene
queste nò son vicende
ma effimera lusinga
che con incerti eventi
non dissipa già mai cambia i tormenti
A chi sempre hà dà penare
è sventura e non conforto
il dar loco allo sperar
Come appunto in mezzo al mare
additare à un legno il porto
è poi farlo naufragar
A un labro inaridito
è martirio è non piacere
d’un ruscello il mormorar
Se dell’acque al dolce invito
quando poi s’appressa à bere
vede il vino al lontanar
Sì sì sì ch’io nò posso
cangiar la spoglia frale
voi con lucide frodi e chiari inganni
per mè vi mascherate astri tiranni
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore