Pietosa l’aurora
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
La cantata faceva parte di un tomo di cantate di vari autori appartenuto alla collezione di Giuseppe Sigismondo, acquisita dalla biblioteca alla sua morte; sulle carte della cantata è riportata l’antica cartulazione 19-22; la cantata è attribuita da Gialdroni (cfr. bibliografia) a Leonardo Vinci, tuttavia la fonte è adespota e l’indice del contenuto del tomo di cantate da cui è tratta la segnala come di autore ignoto; sull’ultima carta si trova la data "27 luglio 1708", in parte depennata.
Risorse web
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Pietosa l’aurora
In cielo dimora e tetra notte
Disserra il manto appena
Che l’infelice core
Sonnacchioso risveglia
Agli amori, agli ardori
E vuol che per te pianga o bella Clori.
In amor gentil vezzosa
Se tu m’ami dimmi sì
O risolvi almen di no.
S’al mio duol divien pietosa
Lusinghiera forse un dì
La speranza accoglierò.
Foriera d’ogni core
È la speme gradita
Esca del proprio mal, cresce l’ardore
Necessaria in amore
Alimento dell’alma e dolce al seno
Ti lusinga, t’alletta
Ma perché alfin svanisce
Non si vuol, non si brama né si gradisce.
Cieco Amor, bendato dio
Di mie pene le catene
Sol tu puoi frangere.
S’a quest’alma, s’al cor mio
La speranza non s’avanza
Sol mi resta piangere.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore