Benché l’idolo mio Serenata del S. Antonio Farina
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Benché l’idolo mio
Delle pene che soffro ogn’hor si rida
Un dispregio incessante
Non mi sgomenta anzi ad amar m’affida
Lusinghiera speranza
Mi tien in vita un cor di duro scoglio
Spero ammollir un dì con la costanza.
Dolcissima speme
Ristoro del cor
Fai dolci le pene
Fai gioia il dolor.
Non mi tradir speranza
Quell’empia ch’idolatro
Piaghi pur col dispregio
Della mia fede il pregio
Il suo spietato orgoglio
Spero vincere un dì colla costanza.
Dolce speme non partire
Dal mio cor innamorato
Ch’un amante disperato
Anch’in vita suol morir.
Vo’ sperar mercede un dì
A dispetto della sorte
Che non sempre di mia morte
Goderà chi mi ferì.
Recit.
Udite amanti udite
Ciò che v’insegna amore
Sperate pur sperate
Degli oltraggi più fieri
Vinti non vi rendete
Che quando men pensate
Un dì godrete.
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Tipologia
Musica manoscritta
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