Scheda n. 298

Tipo record

Scheda inferiore

Tipo documento

Musica a stampa

Data

Data certa, 1685

Titolo

Tra l’herbette il pie sciogliea / Cataldo Amodei

Presentazione

Partitura

Legami a persone

compositore: Amodei, Cataldo (1650-1695)

Pubblicazione

[Napoli : per Novello de Bonis Stampator Arcivescovale, 1685]

Descrizione fisica

P. 44-58

Filigrana

Non rilevata

Note

In corrispondenza del verso "Fermate omai fermate" è posta l’indicazione "Recit."

Titolo uniforme

Organico

Soprano e continuo

Repertori bibliografici

Descrizione analitica

1.1: (aria, do minore, c)
Tra l’erbette il piè sciogliea
2.1: (recitativo, c)
Tacquero in aria i venti
3.1: (aria, mi♭ maggiore, 3/4)
Cristalli fugaci
4.1: (recitativo, c)
Fermate omai fermate
5.1: (arioso, fa minore, c)
Sussurrando narrate il mio lamento
6.1: (aria, fa minore, 3/4)
Voi con suon dolente e basso
7.1: (recitativo, c)
Lasso, ma che deliro?
8.1: (aria, do minore, c)
Scongiuro ai sassi e mi querelo ai venti
9.1: (aria, do minore, 12/8)
Aurette veloci

Trascrizione del testo poetico

Tra l’erbette il piè sciogliea
Strepitoso un fiumicello
Al cui sen l’onde accrescea
Col suo pianto un pastorello.

Tacquero in aria i venti
Si dolsero le selve,
E ‘l suon de’ suoi lamenti
Con rauchi gridi accompagnar le belve.
Ond’ei con queste voci
Poiché gl’occhi turbati al ciel affisse,
De’ suoi tormenti atroci
Fè preludio un sospiro, e così disse:

Cristalli fugaci
Ch’all’umide sponde
Stampate con l’onde
Vestigi di baci.
Se con rauco mormorio
Voi sciogliete il piede errante
Per pietà d’un mesto Amante
Raccogliete il pianto mio.
E con l’onde correnti
De’ vostri molli argenti
Anche le stille amare
Delle lagrime mie portate al mare.

Fermate omai fermate
Il precipizio vostro acque tranquille
E se per questa riva
Stampasse orme remote il piè di Fille
Voi con lingua d’argento
Alla beltà ch’adoro
Sussurrando narrate il mio lamento.

Voi con suon dolente e basso
Ammollite un Cor di pietra,
Che percosso alfin si spetra
Al giocciolar dell’onde ancora un sasso.

Lasso, ma che deliro?
Folle, ma che vaneggio?
A chi narro i miei pianti?
Alle piante insensate al sordo Fiume;
E con flebili accenti
Scongiuro ai sassi, e mi querelo ai venti.

Aurette veloci
Foriere del dì
Al suon di mie voci
Fermatevi qui
Se Filli mi sprezza
Di me che sarà?
Se un’empia bellezza
D’un cor che l’adora
Tiranna si fà
Date morte a quest’alma o libertà.
Con questi amari accenti
Quando il Vecchio Silen dal Bosco udillo,
Su la sponda d’un rio pianse Mirtillo.

Paese

Italia

Lingua

Italiano

Segnatura

I-Nc - Napoli - Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "San Pietro a Majella"
collocazione 35.1.22.4

Scheda a cura di Giulia Giovani
Ultima modifica: