[All’or ch’avverso fato]

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
2323
Titolo dell'opera
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
1 partitura
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Note

In una raccolta di cantate su testi di Antonio Ottoboni compilata nel 1710.

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, sol minore, c)
All’or, ch’averso Fato
2.1: Larghetto (aria, do minore, 3/8)
Son lontano, ma sono fedele
3.1: (recitativo, c)
Pur mi sei lunge e la tua bella Imago
4.1: (aria, do minore, c/)
Che giova piangere e sospirar

Trascrizione del testo poetico

All’or, ch’averso fato
Mi divise da te, cor del cor mio,
Tardi conobbi, ch’io morir dovea
Dolente e disperato.
Tù piangesti ed’io piansi e pure il piede
Da te s’allontanò, ma non la fede.

Son lontano, ma sono fedele,
Che sorte crudele
Mutar non mi può.
Ma l’Idea del tuo volto divino
Lontano e vicino
Nel cor sempre havrò.

Pur mi sei lunge e la tua bella Imago,
Che puote innamorarmi, or’ mi tormenta,
Il desio mi rammenta
Il sol degl’occhi e delle chiome il Tago,
Del sen le nevi e delle guancie i fiori,
De corrisposti Amori
Le perdute dolcezze, ond’io deliro
Attonito ed’astratto, ogn’or sospiro.

Che giove piangere e sospirar,
Se ria distanza
Tanta costanza
Vuol tormentar?
Nò, volto amabile,
La sorte instabile
Si può cangiar:
Cessiam di piangere, di sospirar.

Collocazione

Biblioteca
GB-Lbl — London, British Library (dalla scheda superiore)
Segnatura
Add.34057/12

Immagini

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Ottoboni, Antonio autore del testo per musica

Nella stessa raccolta