Sovra Carro Stellato | del Sig.r Ant.o Farina

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
2152
Forma musicale
cantata spirituale

Organico

Organico sintetico
1V,3str
Organico analitico
Soprano, 2 violini e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
13 c.
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di

Note

Per motivi di metrica il verso "I sospiri homai raccogliete", dovrebbe essere emendato in "I sospiri homai accogliete". Tuttavia la trascrizione del testo sarà fedele a quanto riportato nel manoscritto.

Risorse web

Descrizione analitica

1.1: Allegro (introduzione strumentale, la minore, c)
2.1: (recitativo-arioso, la minore, c)
Sovra carro stellato
3.1: (arioso, mi minore, c)
Io sol veglio ai tormenti (chiusura in la minore)
4.1: Adagio (aria, mi minore, 3/2)
Care piaghe beate
5.1: (recitativo, la minore, c)
Che feci o Dio che fai chi fui chi sei
6.1: Introduzione strum. + Aria (aria, la minore, c)
S'altro affetto non ha regno
7.1: (recitativo-arioso, Fa maggiore, c)
Ma già nell'oriente
7.2: (aria, la minore, 3/2)
A piedi tuoi di tua pietà trofeo

Trascrizione del testo poetico

Sovra carro stellato
Corre placida notte
E in dolce oblio profondo
Stanco del lungo oprar riposa il mondo.

Io sol veglio ai tormenti
E se tal’hora il sonno
Spiega l’humide piume
Vado sognando e con acerbe pene
Volo alle piaghe del mio offeso bene.

Care piaghe beate io pur v’adoro
Dolci nidi ch’in voi chiudete
Le speranze del mio core
D’un dolente peccatore
I sospiri homai raccogliete
M’oda il mio bene e poi contento io moro
Care piaghe beate io pur v’adoro.

Che feci o Dio che fai chi fui chi sei
Ti offesi e tu pur m’ami
Ti sprezzai non mi sdegni
Mi sdegna irato il cielo
Mi sdegnan l’elementi
E sol di me pietà mio ben tu senti
Ohimè chi offesi ahi lasso
Deh perché non ti spezzi o cuor di sasso
Notte coll’ombre tue
accresci nuovo orrore ai senzi [sic] miei
Che feci o Dio che fai chi fui chi sei.

S’altro affetto non ha regno
Nel tuo cor che la pietà
Sveglierò nel mio lo sdegno
Sveglierò la crudeltà
Se ’l tuo Amor che m’innamora
Niega pena al mio fallir
Punirommi pria ch’io mora
Che di pena io vo’ morir.

Ma già nell’oriente
Sorga splendido il giorno e pur non posso
Quindi volger il piede ombra dolente
Qui m’incatena Amore
Vegga il sol questo Reo
A piedi tuoi di tua pietà trofeo.

Collocazione

Biblioteca
I-Nc — Napoli, Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "San Pietro a Majella" (dalla scheda superiore)
Segnatura
22.2.22/2

Repertori bibliografici

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Farina, Antonio compositore