Scheda n. 200

Tipo record

Scheda inferiore

Tipo documento

Musica a stampa

Data

Data certa, 1636

Titolo

Proserpina gelosa. Lamento / [Giovanni Felice Sances]

Presentazione

Partitura

Legami a persone

compositore: Sances, Giovanni Felice (1600?-1679)

Pubblicazione

Venezia : appresso Alessandro Vincenti, 1636

Descrizione fisica

P. 46-58

Filigrana

Non rilevata

Note

Il tit. si ricava dall’intitolazione a p. 46; il nome dell’A. si ricava dal front. dell’intera edizione; p. 58 erroneamente segnata 54.

Titolo uniforme

Da più profondi orrori. Cantata lamento, Proserpina gelosa

Organico

Soprano e continuo

Repertori bibliografici

Descrizione analitica

1.1: (recitativo-arioso, la minore, c)
Proserpina, S, Da più profondi orrori
2.1: (arioso, sol maggiore, c)
Proserpina, S, Il sole ha già tre volte
3.1: (recitativo-arioso, c)
Proserpina, S, Io lassa ho penetrato
4.1: (arioso, c)
Proserpina, S, Torna dunque dhe torna
5.1: (recitativo, c)
Proserpina, S, Lassa che dico? Ah misera chi chiamo?
6.1: (recitativo-arioso, do maggiore, c)
Proserpina, S, Su su tartaree suore
7.1: (arioso, la minore, c)
Proserpina, S, Funeste piagge ecco vi lascio e corro

Trascrizione del testo poetico

Da più profondi orrori
Là dove eterna notte
Di caligini eterne imbruna il Cielo
Ne vegno gelosissima furente
Scapigliata languente
A’ questo ciel di vivi raggi ornato
Per ritrovar del sotteraneo impero
Il mio bel traditor Pluto severo

Il sole ha già tre volte
Alzato il crin da l’onde
Tuffato il crin ne l’onde
Da ch’ei non gira al mio languido volto
Sotto due neri poli
I suoi gemini soli

Io lassa ho penetrato
Fin dove s’ode del Trifauce orrendo
I latrati tremendi
E dove Stigeo spirto imprime audace
Ne più tetri sentieri orme di foco
Per ritrovarlo e impaziente ho scorso
I campi fortunati
Ove l’alme felici
De l’Empirea magion provan le gioie
Ne lo scorsi ò me trista o me dolente
Chi vuoi tù che comparta
Barbaro Re di Dite le pene à rei?
E l’altre leggi imponga
A l’anime perdute
Chi co l’alzar d’un ciglio
Faccia tremar su l’infocati fronti
Le serpi à l’Empie Erinni
Se non sei tù crudele
Cerbero coi latrati
Più non assorda il popolato inferno
Sovra il tuo ferreo seggio
Più non s’asside e più non si riposa
L’orribiltà superna e maestosa

Torna dunque dhe torna
O di questo mio cor prima delizia
A serenar queste mie fosche luci
A solevar le mie speranze opresse
Torna dunque dhe torna

Lassa che dico? Ah misera chi chiamo?
Il fuggitivo ha di diamante il core
E prova nel suo petto
Foco d’inferno e non fiamma d’Amore
Sposo non dirò più ma traditore.
Perché rapirmi? e’l virginal mio fiore
Coglier su’l bel matin degl’anni miei
Se lasciarmi dovevi
Frà sì torbidi giorni e cosi grevi
Forse tù lo facesti
Per darti amico vanto
Che sai rapir per condannare al pianto

Sù sù tartaree suore
Scotete homai scotete
Le corone con teste (conteste)
Di sibilanti fulmini d’Averno
Movete i passi ombrossi
Fra balse accese ed infocati sassi
Frà scoscesi dirupi ed erte moli
Frà paludosi stagni
Fra grotte òpache e cavernosi Monti
Movete i Briarei con cento mani
E le Sfingi, e i Pitoni
Cerberi, e Gerioni
L’immonde Arpie e quanti mostri asconde
Il sotterraneo Impero
Contro l’empio Consorte
Crudo più de l’Inferno e de la morte

Funeste piagge ecco vi lascio e corro
Alle selve al mio cielo
Cacciatrice immortal candida Luna
Già mi invita a partire
Geloso sdegno e gelosia sdegnata
Tradita abbandonata

Paese

Italia

Lingua

Italiano

Segnatura

PL-WRu - Wroclaw - Biblioteka Uniwersytecka
collocazione 50779 Muz.18

Scheda a cura di Giacomo Sances
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