Cantata
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
O cieli o stelle e quando
Satij sarete ancor di tormentarmi
Quando potrò vantarmi
D’esser contento una brev’ora almeno
Per me già mai sereno
Astro in ciel non risplende
Per me le sue vicende
Non alterna la sorte
Ch’è resa a danni miei stabile immota
E la fatal sua rota
Per me più non s’aggira
Par che di sdegno e d’ira
Ardan le stelle e i cieli
Congiurati ai miei danni
Ond’io ch’a tanti affanni
Più resister non posso
Ridico sospirando
Irato ciel nemiche stelle e quando?
Quando mai sperar poss’io
Che in voi desti il dolor mio
Qualche stilla di pietà
Se volete il mio morire
Radoppiatemi il morire
Che sarà men crudeltà.
Ma sorde ai miei lamenti
Non m’ascoltan le stelle
Onde morir conviene
Per liberarsi un dì da tante pene.
Speranza lusinghiera
Tu che mi tieni in vita
Con promesse fallaci
D’un ben ch’io mai non veggio
Parti da questo seno
Acciò ch’io resti almeno
Libero d’ogni affanno
Con cui l’invida sorte
Tenta d’opporsi sempre or la mia morte.
Morir voglio
Se del mio affanno
Il ciel tiranno
Non ha pietà
Sì avrà pur fine
Con la mia morte
Della mia sorte
Avrà pur fine
La crudeltà.
Collocazione
Immagini
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore