Speranze lusinghiere

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
13118

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 88-89v

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Trascrizione del testo poetico

Speranze lusinghiere
Più non vi credo no
Da un nume ch’è tiranno
Si aspetta sempre affanno
E un’ombra di piacere
Goder mai non si può.

Nacqui col core in petto
E una beltà crudele
Me lo toglie, e l’impiaga;
Naque libera l’alma

Un crine l’incatena
E con eterna pena
Lo stral che mi trafigge
Consiglia le ferite alla costanza
Non ti credo, ti lascio, addio speranza.

Speranza addio
Più non ti voglio
Nel petto mio
Piansi abbastanza
Addio speranza
Dolce cordoglio
Larva severa
Vera
Chimera
Del cieco Dio
Speranza addio.

Se più t’accolgo in seno
Prego amor che sdegnato
Distilli il suo veleno
Sul mio core impiagato
E mi renda il rigor dei dardi sui
Più infelice amator di quel che fui.
Fin che un’alma amor non prova
Va cercando il dio d’amor
Poi si pente e se lo trova
Ma non giova
Quando già perduto ha il cor.

Collocazione

Biblioteca
V-CVbav — Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana (dalla scheda superiore)
Fondo
Vat. lat.
Segnatura
10204/67

Tipologia

Tipo documento
Testo manoscritto
Livello scheda
Scheda inferiore

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