Cantata del Signore Martini
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Steso fra i vaghi fiori
Pascolando gli armenti
Un dì con questi accenti
Stava Tirsi a lodar l’amata Clori.
Quel sen quel dolce labbro
Sì candido e vermiglio
O quanto a questo cor è bello e fido.
L’un del corallo è fabbro,
L’altro produce il giglio
Et ambi son d’amor soave nido.
Se poi degli occhi belli
Quel chiaro d’ogni intorno ardente giro
D’amor vi scorgo il trono
D’onde i fulmini avventa ai cuori amanti
E quei rai sfavillanti
Delle vaghe pupille i dardi sono.
Sulla fronte della mia bella
Pronto al varco Cupido sta.
E con l’arco pien di quadrella
Chi la mira piagando va.
Volea più dir, ma Clori
Ch’era ad arte nascosa
Fra i mirti e fra gli allori in un momento
Tutta lieta e festosa
Giuntali in sen come saetta scocca
Li chiuse [al] favellar con la sua bocca.
Indi per far più dolci i suoi contenti
Proruppe in questi accenti.
Come sen vola
Smarrita e sola
La tortorella
Cara mia stella
Ti corro in sen.
Il prato, il fonte,
Il colle, il monte,
Mi dice Clori
Dove son fiori
Lì sta il tuo ben.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore