Augelletti, Ruscelli ed Aurette | Cantata | Del Sig.r Antonio Bononcini
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Note
Titolo dal frontespizio. Il manoscritto è stato realizzato dal copista, probabilmente di origini napoletane, ormai comunemente identificato come “Napoli A” e riconoscibile dal fregio simile a una mano stilizzata che generalmente pone sulle carte da lui vergate (Cfr. Bibliografia). In calce all’ultima pagina di musica: «Il Fine L.D.M.S.V».
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Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Augelletti, ruscelli ed aurette
Che cantate, correte e spirate
Qui d’intorno alle mie selve dite
Che sol fra voi è il ver riposo
E cantando, correndo e spirando
Dimostrate, esibite e donate
Quel tesoro che alle belve
E che ad ogni mortale è sì prezioso.
Oh quanto è fortunato
Chi lungi dalle sempre
Importune cittadi
Suoi giorni mena
In solitario prato
Colà libero vassi
Da imposture e querele
Né dal grato riposo
Vi disturba de’ fabri
E degl’artefici la turba
Anzi nel bel meriggio
Quella pace godete
Che dentro le cittadi
Nel più oscur della notte
Non avete solitudine cara
Quanto amabil tu sei
Che rendi sì preziosi
I giorni miei
Co’ tuoi vaghi ruscelli,
Co’ vaghi augelli
E colle ombrose selve
Puoi rendere beate anco le belve.
Non v’è tesor più caro
Della dolce quiete
Ch’all’ombra d’un abete
Sol prova il mio cor.
Tutto mi sembra amaro
Lungi da questi siti
Sempre amati e graditi
E che non dan dolor.
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Tipologia
Musica manoscritta
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