Cantata Terza. Canto Solo, con Violino, e Violoncello conc:ti
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Nota alla fine della cantata: Fine adi 1. Giugno 1729.
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Porgete per pietà
Qualche segno di pace,
Prestate all’alma mia qualche ristoro,
La fierezza d’un volto
Ogni bene mi ha tolto,
Fatto il cor semivivo
Privo d’ogni contento
Langue in braccio al dolor et al tormento.
Amor quando sarà
Che darai pace al cor
Quando si cangierà
Per me la sorte
Che oppresso dal dolor
Non spera questo sen
Dall’ingrato suo ben
Altro che morte.
Quanti sospiri, e quanti
Esalò questo petto
Quante lacrime infida
Versai dalle pupille,
Et or così mi lasci e mi abbandoni?
Queste son le finezze
Questa è la fè giurata?
Non è più tempo, no perfida ingrata
T’amai, non niego, è ver;
In te posi il pensier,
Ma con raggion il cor si è già mutato.
Non porto più nel petto
Alcun segno d’affetto
E al libero voler son ritornato.
Collocazione
Immagini
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore