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Scheda numero 8628

Livello bibliograficoSpoglio
Tipo documentoTesto a stampa
DataData certa, 1717
Autore del testo per musicaRolli, Paolo Antonio (1687-1775)
TitoloLibro V. VII / Paolo Antonio Rolli
PubblicazioneLondra : per Giovanni Pickard, 1717
Descrizione fisicaP. 141-144. Filigrana: non rilevata.
Note generaliIl tit. si ricava dall'intitolazione a p. 141; il nome dell'A. si ricava dal front. dell'intera edizione
Titolo uniformeGraziosi giovanetti.
Repertori bibliografici
Bibliografia
Fa parte diRime di Paolo Antonio Rolli (scheda n. 8278)
Trascrizione del testo poeticoVII
Graziosi giovanetti
Bisognosi di consiglio
Deh sentite qual periglio
Sia d'amore nei diletti.
Quei che han posto il piede nel laccio
Che lor tese il nudo arciero,
Faccian miseri pensiero
Non uscir giamai d'impaccio.
La speranza d'uscir fuore
Della dura servitute
Porge lor qualche salute,
Ma è speranza di poche ore.
Vola il semplice augellino
Che ha legato un filo al piede,
Ma tirato; a forza riede
Nelle man del fanciullino:
Con l'imago del contento
La lor credula speranza
Fa soave la costanza
Benché piena di tormento.
L'adorata donna altera
Gode sol vedersi avanti
Di novelli e antichi amanti
Infinita afflitta schiera:
E con cenni e con occhiate
E con dubbie parolette
Le ritorte fa più strette
A quell'alme innamorate:
Non v'è cosa che le dia
A gli orecchi più diletto;
D'una amante acceso petto
Che ver lei sospiri invia:
Ma non sa che sia pietade
Né che sia legge d'amore,
E dà titolo d'onore
Alla propria crudeltade.
L'onestade è un pregio bello,
Ma non deve far difesa
A chi tien la rete tesa
Per pigliarvi or questo or quello.
Che dirò dell'empia cura
Fredda pena d'ogni core,
Dall'invidia e dal timore
Non mai libera e sicura:
Turba ad essi infin la speme
Dei più semplici piaceri,
E lor mette nei pensieri
Non so che che sempre teme.
Graziosi giovanetti
Bisognosi di consiglio,
Già sentite qual periglio
Sia d'amore nei diletti.
Pur se mai la giovinezza
V'incitasse a innamorarvi;
Da una facile bellezza.
il più dolce del contento
Giace là dove il volere
Suol condurre il suo potere
Senz'affanno e senza stento.
Io non so perché amin tanto
Tutte le alme mal'accorte
Chi l'ha in odio più che morte
E sol vaga è del lor pianto.
Non è indegna sol d'amore;
Ma nè degna pur di vita
Chi può dar, nè porge aita
Ad un misero che muore.
Pochi giorni Eulibio pena
Quand'un volto l'innamora,
Se non giunge presto l'ora
D'addolcir la fresca pena.
PaeseItalia
LinguaItaliano
LocalizzazioneA-Wn - Wien - Österreichische Nationalbibliothek
74.R.34 (40)

   Scheda a cura di Bianca Marracino