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Scheda numero 8626

Livello bibliograficoSpoglio
Tipo documentoTesto a stampa
DataData certa, 1717
Autore del testo per musicaRolli, Paolo Antonio (1687-1775)
TitoloLibro V. IV / Paolo Antonio Rolli
PubblicazioneLondra : per Giovanni Pickard, 1717
Descrizione fisicaP. 133-138. Filigrana: non rilevata.
Note generaliIl tit. si ricava dall'intitolazione a p. 133; il nome dell'A. si ricava dal front. dell'intera edizione. Fa parte delle Canzonette. Libro V.
Titolo uniformeLa neve è alla montagna.
Repertori bibliografici
Bibliografia
Fa parte diRime di Paolo Antonio Rolli (scheda n. 8278)
Trascrizione del testo poeticoIV
La neve è alla montagna,
L'inverno s'avvicina;
Bellissima Nerina
Che mai faràdi me?
I giorni brevi e rigidi
Le notti aspre e lunghissime
Come potrò mai vivere
Cara lontan da te?
O la noiosa pioggia
O l'aer freddo ingrato
Di gire al colle e al prato,
Mio ben, t'impedirà:
Eil mio desir che pascesi
Della tua vista amabile,
Dove mirar solevati
In van mi guiderà.
Quel faggio che tant'aria
Coi verdi rami ingombra
E tanto suol con l'ombra,
Le fronde perde già:
Le ore soavi e rapide
Che ei ne coprì dal fervido
Altissimo merigio,
Sol ne rammenterà.
La selva, oh Dio, la selva
Che sì spesso ne accolse
Quando per noi si volse
Bel tempo di piacer,
O dalle nevi carica
Vedremo curva gemere,
O d'aquilone l'impeto
Appena sostener.
Oh se alla mia capanna
Potessi per brev'ora
Venire a far dimora
Sol'una volt'almen;
Più forse non parrebbemi
Sì rozza angusta e miser,
Perché averei memoria
Che ti raccolse in sen.
Perché dal freddo acuto
Non fossero toccate
Le membra dilicate
Di te mio bel tesor;
Porrei sul caldo cenere
Non poche legna ad ardere
Con rami di giunipero
Acciò rendesse odor.
M'accorsi ove sta un lepre
Fra spini in una balza
All'alito che s'alza
Qual nebbia sul mattin.
So come vivo prenderlo
E allora vuò donartelo,
Ed ei farà lietissimo
Del suo miglior destin.
Un candido capretto
Che fugge il latte ancora
Farò svenare allora
E cuocer tutto intier:
Dentro un schidon di frassino
Sopra le brage a volgerlo
Ci penserà Massilio
Di capre condottier.
Angusta botte ho piena
Di vino generoso
Amabile odoroso
E vuò forarl'allor,
E di radice d'acero
Ho due ben fatte ciotole
Che a bere il labbro invitano
Di chi è già sazio ancor.
Ninfa e pastore ha quelle
Non appresso la bocca,
E se la tua le tocca;
La prima ella farà:
Una vuò poscia offrirtene
E l'altra vuò serbarmela,
Né ad altri che a me proprio
I labbri bagnerà.
Saravvi poi quel tutto
Che in pochi dì dispensa
La povera mia mensa
E l'ovil mio può dar:
So che dei numi meriti
L'eterna ambrosia e il nettare;
Ma che altro mai da un'umile
Capanna puoi sperar?
PaeseItalia
LinguaItaliano
LocalizzazioneA-Wn - Wien - Österreichische Nationalbibliothek
74.R.34 (38)

   Scheda a cura di Bianca Marracino