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Scheda numero 8432

Livello bibliograficoSpoglio
Tipo documentoTesto a stampa
DataData certa, 1717
Autore del testo per musicaRolli, Paolo Antonio (1687-1775)
TitoloDelle elegie V / Paolo Antonio Rolli
PubblicazioneLondra : per Giovanni Pickard, 1717
Descrizione fisicaP. 81-83. Filigrana: non rilevata.
Note generaliIl tit. si ricava dall'intitolazione a p. 81; il nome dell'A. si ricava dal front. dell'intera edizione. Fa parte delle Elegie. Libro terzo.
Titolo uniformeO amica degli amanti primavera.
Repertori bibliografici
Bibliografia
Fa parte diRime di Paolo Antonio Rolli (scheda n. 8278)
Trascrizione del testo poeticoV
O amica degli amanti primavera
Dolce principio dei miei puri affetti
Cui forse oblio non porterà mai sera,
Teco una volta sola i miei diletti
Nacquero insieme con l’erbetta e i fiori,
Ahimé, chi sa che in vano io non t’aspetti.
Del verde bosco fra gli opachi orrori
Grato era il legger sulle prische carte
Le vaghe istorie degli antichi amori
Già dai latini eterni ingegni spart,
E da quelli che dopo Italia ornaro
Con lo splendor della poetica arte.
Sul margine d’un rio garrulo e chiaro
Ove l’ombre cadean da un’Elce annosa,
Quanto mai grato era il seder del paro,
E quivi inver la fresca aura odorosa
Volger il viso, e tesser lieti insieme
Vari discorsi di piacevol cosa.
O menzognera allettatrice speme
Non dirmi no che torneran quei giorni,
Perché certa è l’alma mia del mal che teme:
Tu mille volte il dì nel cor mi torni,
E perché fede a tue lusinghe io dia;
Con le più care imagini le adorni.
Che giova il dir che poco lunge stia
Sua meta ad egro e stanco peregrino;
Se non ha lena da finir la via?
Cento e più volte il sol fa il suo cammino
Ch’io non ti veggo Egeria: e fe a te vegno;
Come Tantalo all’onde m’avvicino.
Quante cose raccoglie nell’ingegno
Per dirti l’alma mia, se mai le porge
Sorte il tempo che basti al tuo disegno!
Ma se a te giunge e il tuo bel volto scorge
E teco parla; sol poiché è partita,
Che tacque ciò che dir volea s’accorge,
E s’io la sgrido poi poiché smarrita
Siasi dinanzi a te; ch’eran risponde
I più cari momenti di sua vita.
Altri così, che d’eloquenza abbonde,
Avanti a re cui preparò gran cose,
Vinto dal regio aspetto si confonde.
Or che le vaghe impallidite rose
Del tuo viso riveston quel colore
Che sul verde degli anni amor vi pose;
Deh fa che fazio di lor vista il core
Parta da te sovente. In vano è nato;
Se vive chiuso in folta siepe un fiore.
Fors’egual cura non ti punge il lato,
E forse in te con la beltà primiera
Anche il primo rigore è ritornato.
Raro m’accogli, e quasi in volto altera.
Sicché dubbiosa fra timore e speme
L’alma non sa, che teme a un tempo e spera,
S’è ver quello che spera, o quel che teme.
PaeseItalia
LinguaItaliano
LocalizzazioneA-Wn - Wien - Österreichische Nationalbibliothek
74.R.34 (20)

   Scheda a cura di Bianca Marracino