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Scheda numero 8285

Livello bibliograficoSpoglio
Tipo documentoTesto a stampa
DataData certa, 1717
Autore del testo per musicaRolli, Paolo Antonio (1687-1775)
DedicatarioDuca di Selci
TitoloAll'Eccellenza del Duca di Selci figlio unico dell'Eccellentissimo Prencipe Vaini
Pubblicazione
Descrizione fisicaP. 26-29.. Filigrana: non rilevata.
Note generaliIl tit. si ricava dall'intitolazione a p. 26; il nome dell'A. si ricava dal front. dell'intera edizione
Titolo uniformeDi vaste fabbriche sostegno altero.
Repertori bibliografici
Bibliografia
Fa parte diRime di Paolo Antonio Rolli (scheda n. 8278)
Trascrizione del testo poeticoXIII
Di vaste fabbriche sostegno altero
Marmi e colonne greche ed egizzie
Grandi reliquie d'unico impero,
Spiranti immagini di dive e numi
E di quei forti che tutti al Tevere
Fer tributarii li mari e i fiumi,
Signor, puoi scorgere colà di Marte
Nel patrio campo, e ogni altro splendido
Nei nostri secoli parto dell'arte:
Ma tante candide di bionda chioma
Snelle leggiadre vezzose giovani
No non s'incontrano nell'alma Roma,
E sì bell'opere che fa natura;
Sormontan tutti quei numi e consoli
Con lor magnifiche temute mura.
Or che quì splendono di lungo giorno
Gli estivi raggi, ma non sì torridi,
Che l'erbe uccidano del bel Soggiorno;
Quanto è piacevole gire a diporto
Dentro ai reali giardin di Kenfington
Quando già il termine del giorno è corto!
Su folta e morbida minuta erbetta
Di giovinezza il fior passeggiavi
Al soffio placido di fresca auretta.
Framisti i giovani franchi amorosi
Van tra le ninfe che or liete o serie
Saluti rendono dolce vezzosi:
An d'ogni vario color gioconda
Leggiera vesta, e il drappo serico
Con lieve sibilo l'andar seconda:
Altre favellano coi lor seguaci,
E vagheggiate altre sorridono,
Altre s'incontrano con riso e baci,
Cui mentre i fervidi garzon d'appresso
Volgon trasversi guardi d'invidia:
Elle ne ridono nel tempo istesso.
Talora invitane la gran riviera
Che scema e cresce col vast'oceano:
Soggiorno amabile inver la sera.
Spalmate e rapide, dipinte aurate
Più navicelle l'onda or ne solcano
Che la delizia son della state:
Altre veleggiano come guerriere
Ben corredate navi britanniche,
E danno ai zeffiri pinte bandiere:
D'altre al remigio spogliata inarca
La ciurma il dosso, cui sotto domite
L'acque gorgogliano, geme la barca.
Venga dall'indiche ricche Maremme
Avventurosa per vento prospero
Gran nave carica d'oro e di gemme;
Perderà il pregio con queste rare
Navicellette che il meglio portano
Di quanto genera la terra e il mare:
Le belle portano ninfe di questa
Superba riva, che tutte si ornano
Di fiori tremoli la bionda testa:
Del sottilissimo lino che asconde
Del capo il sommo, due liste scendono
Mosse sugli omeri dal vento in onde:
L'ariette cantano d'Italia bella,
E in così dolci bocche, dolcissima
Fasi la musica e la favella.
Indi preparasi d'un elegante
Gusto la mensa, e dei più nobili
Cibi apparecchiasi cena prestante:
Per lor vendemmiano i lidi Iberi
I Galli i Toschi, e i vini brillano
Nei lucidissimi angli bicchieri.
Or chi rammentasi più il Campidoglio
L'arco di Tito e il Circo Massimo
Con quanto restavi d'antico orgoglio?
Ben la tua imagine sempre ç nel core,
Prencipe illustre, e il tuo bell'animo
Pien d'amicizia e di valore,
E quella libera dono del cielo
Anima grande che dentro al lucido
Astro di Venere prese il bel velo.
PaeseItalia
LinguaItaliano
LocalizzazioneA-Wn - Wien - Österreichische Nationalbibliothek
74.R.34 (4)

   Scheda a cura di Bianca Marracino