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Scheda numero 6333

Livello bibliograficoSpoglio
Tipo documentoMusica manoscritta
DataData incerta,
CompositoreScarlatti, Alessandro (1660-1725)
PossessoreSigismondo, Giuseppe (1739-1826)
TitoloCantata a voce sola Del Sig:r Alesandro Scarlatti
PresentazionePartitura
Pubblicazione[Napoli : copia, 1711-1740]
Descrizione fisica1 partitura (cc. 25-28). Filigrana: non rilevata.
Note generaliLa cantata era parte della collezione di Giuseppe Sigismondo, acquisita dalla biblioteca del Conservatorio nel 1827.
Titolo uniformeSì conosco o Mitilde. Cantata, 1V,1str, S,bc
Repertori bibliograficiHanley: 658
BibliografiaCafiero-Sigismondo: cantata identificata con il n. 515..
Descrizione analitica1.1: (Recitativo, c)
Sì conosco oh Mitilde
2.1: (Aria, la minore, c)
Tu vuoi Mitilde vaga
3.1: (Recitativo, c)
Se di te vuoi che ogn'alma s'innamori
4.1: (Aria, mi minore, 2/2)
Peno sì perché tiranna
Fa parte diCantate diverse (scheda n. 6326)
Trascrizione del testo poeticoSì, conosco oh Mitilde
Che mendace è il tuo amor, finti i tuoi vezzi,
Sono le tue lusinghe ami adescati
Per far preda de' cor, che poi disprezzi.
Tu non ami chi t'ama
Ma sol ti punge brama
D'offuscar tutti gl'occhi ammiratori
Del tuo vago sembiante, ai bei splendori.

Tu vuoi Mitilde vaga
Aprir più d'una piaga
Nel sen di chi t'adora
A struggersi per te.
Ti piace ch'ogni amante
T'adori e sia costante
Ma quando poi sospira
Non chieda mai mercé.

Se di te vuoi che ogn'alma s'innamori
Senza sperar già mai d'esser riamata
Dimmi superba e ingrata
E perché dunque incolpi d'incostante
Me, che moro per te fedele amante.
Ti conosco oh Mitilde ed io vorrei
Lasciar d'amarti ma non può il mio cor
Spegner la fiamma che m'accese amore.

Peno sì perché tiranna
Sei cagion del dolor mio
Senza averne mai pietà.
Ma il dolor che più m'affanna
È il veder che il tuo desio
Sembra amor ma è crudeltà.
PaeseItalia
LinguaItaliano
LocalizzazioneI-Nc - Napoli - Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "San Pietro a Majella"
Cantate 261 (=34.5.10)(7)

   Scheda a cura di Giulia Giovani