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Scheda numero 6328

Livello bibliograficoSpoglio
Tipo documentoMusica manoscritta
DataData incerta,
CompositoreScarlatti, Alessandro (1660-1725)
PossessoreTedeschi, Gaetano
PossessoreSigismondo, Giuseppe (1739-1826)
TitoloCantata / del Sig:r Allessandro Scarlatti
PresentazionePartitura
Pubblicazione[Napoli : copia, 1711-1740]
Descrizione fisica1 partitura (cc. 5-8). Filigrana: non rilevata.
Note generaliLa cantata apparteneva a Gaetano Tedeschi, come specificato dall'ex libris a carta 8v, divenne poi parte della collezione di Giuseppe Sigismondo che fu acquisita dalla biblioteca del Conservatorio nel 1827; a carta 8v: "Il Bosi a [sic!] posto le parole".
Titolo uniformeIo che dal cor di Fille. Cantata, 1V,1str, S,bc
Repertori bibliograficiHanley: 337
BibliografiaCafiero-Sigismondo: cantata identificata con il n. 510.
Descrizione analitica1.1: (Recitativo, c)
Io che dal cor di Fille
2.1: Lento (Aria, la minore, 3/4)
Vorrà ch'io mora
3.1: (Recitativo, c)
Pur se a far che mi creda
4.1: Lento moderato (Aria, si minore, c)
Questa speranza sola
Fa parte diCantate diverse (scheda n. 6326)
Trascrizione del testo poeticoIo che dal cor di Fille
Più d'ottener pietà non [ho] speranza
Col più fedele e più doglioso amante
Or contender vorrei
D'amor, d'aspro martir, d'alta costanza
Già Fille, ahi quanto ingrata
Più rigida che mai crudel, non crede
Il mio foco, il mio duol e la mia fede.

Vorrà ch'io mora
La bella ingrata
E forse all'ora
Mi crederà.
Ma se ciò fia
Troppo spietata
Ed è più ria
Del mostro fiero
Di crudeltà.

Pur se a far che mi creda
E a muover a pietà morir fia d'uopo
Ad onta d'empia sorte
Lieto m'accingo ad incontrar la morte.
Quindi in voi nudi sassi,
Alpestri balze e duri
Tronchi annosi, antri opachi e selve oscure
Quando priva dell'alma
Vedrassi estinta questa fredda salma
Di mirti ombrosi all'or voi la coprite
E alla donna spietata
Poi lacrimando dite:
Qui per amor svenossi e morto giace
Disprezzato da te Filen costante,
Di lui per darle pace
Qualche pietà ti muova, ed or che morto
Dar puoi al cener suo un van conforto.

Questa speranza sola
Il mio morir consola e mi da pace,
Per questa inutil sorte
La cruda acerba morte all'alma piace.
PaeseItalia
LinguaItaliano
LocalizzazioneI-Nc - Napoli - Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "San Pietro a Majella"
Cantate 261 (=34.5.10)(2)

   Scheda a cura di Giulia Giovani