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Scheda numero 6327

Livello bibliograficoSpoglio
Tipo documentoMusica manoscritta
DataData incerta,
CompositoreScarlatti, Alessandro (1660-1725)
PossessoreTedeschi, Gaetano
PossessoreSigismondo, Giuseppe (1739-1826)
TitoloCantata, a voce sola di Sop:no / del Sig:r Caval.r Ales:ro Scarlatti
PresentazionePartitura
Pubblicazione[Napoli : copia, 1711-1740]
Descrizione fisica1 partitura (cc. 1-4). Filigrana: non rilevata.
Note generaliLa cantata apparteneva a Gaetano Tedeschi, come specificato dall'ex libris a carta 4v, divenne poi parte della collezione di Giuseppe Sigismondo che fu acquisita dalla biblioteca del Conservatorio nel 1827.
Titolo uniformeDel faretrato nume amor tiranno. Cantata, 1V,1str, S,bc
Repertori bibliograficiHanley: 182
BibliografiaCafiero-Sigismondo: cantata identificata con il n. 510.
Descrizione analitica1.1: (Recitativo, c)
Del faretrato nume amor tiranno
2.1: Moderato (Aria, sol minore, 3/8)
Ninfe belle ch'il sen v'infiorate
3.1: (Recitativo, c)
Sì sì quel giglio ameno
4.1: Allegro (Aria, la minore, 2/2)
Per tradir le semplicette
Fa parte diCantate diverse (scheda n. 6326)
Trascrizione del testo poeticoDel faretrato Nume, amor tiranno,
Chi vidde mai più insidioso inganno?
Per far preda dell'alme
E tradire l'incaute pastorelle
Che in questo prato adorno
Colgono i fior senza temer periglio,
Cangiar le sue sembianze
In vago e puro giglio,
Esser poi da quelle
Poste nel sen senza mirare il danno.
Chi vidde mai più insidioso inganno?

Ninfe belle ch'il sen v'infiorate
Di raccoglier guardate
Quel ch'a voi sembra candido fior.
Sotto spoglie di giglio odoroso
Sta nascoso il tiranno de' cuor.

Sì, sì quel giglio ameno
Che con le foglie intatte
Imitando del latte
L'innocente candore
Rapisce a voi gli sguardi,
E quegli e quegli amore.
Ah! Per quanto v'è cara
Del vostro cor la pace,
Ah no, non lo toccate
Anzi volgendo altrove
Col passo ancora i lumi
Nemmen di rimirarlo vi fidate
Che tal veleno ognor quell'empio spira
Che pote avvelenar chiunque il mira.

Per tradir le semplicette
Vezzosette pastorelle
Spesso veste il nume alato
D'innocenza il bel candor.
Ma se quelle per diletto
Dentro al sen gli dan ricetto
Tosto sentonsi impiagato
Di mortal ferita il cor.
PaeseItalia
LinguaItaliano
LocalizzazioneI-Nc - Napoli - Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "San Pietro a Majella"
Cantate 261 (=34.5.10)(1)

   Scheda a cura di Giulia Giovani