Benché l’idolo mio Serenata del S. Antonio Farina

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
4763
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 69-71v
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, la minore, c)
Benché l'idolo mio
2.1: Adagio (aria, la minore, c3)
Dolcissima speme
3.1: (aria, la minore, 3/2)
Dolce speme non partire
4.1: (recitativo-arioso, c)
Udite amanti udite

Trascrizione del testo poetico

Benché l’idolo mio
Delle pene che soffro ogn’hor si rida
Un dispregio incessante
Non mi sgomenta anzi ad amar m’affida
Lusinghiera speranza
Mi tien in vita un cor di duro scoglio
Spero ammollir un dì con la costanza.

Dolcissima speme
Ristoro del cor
Fai dolci le pene
Fai gioia il dolor.
Non mi tradir speranza
Quell’empia ch’idolatro
Piaghi pur col dispregio
Della mia fede il pregio
Il suo spietato orgoglio
Spero vincere un dì colla costanza.

Dolce speme non partire
Dal mio cor innamorato
Ch’un amante disperato
Anch’in vita suol morir.

Vo’ sperar mercede un dì
A dispetto della sorte
Che non sempre di mia morte
Goderà chi mi ferì.

Recit.
Udite amanti udite
Ciò che v’insegna amore
Sperate pur sperate
Degli oltraggi più fieri
Vinti non vi rendete
Che quando men pensate
Un dì godrete.

Collocazione

Biblioteca
I-Nc — Napoli, Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "San Pietro a Majella" (dalla scheda superiore)
Segnatura
33.4.4/17

Immagini

Repertori bibliografici

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Farina, Antonio compositore

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