Chino la fronte e taccio
Identificazione
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Chino la fronte e taccio
Un guardo al ciel non volgo
Un accento non disciolgo
Quando in pianto più mi sfaccio
Chino la fronte e taccio.
Col silentio il Cielo sgrido
Che moltiplichi vendette
E che grandini saette
Per satiar petto sì fido.
Qual’hor sento ch’il folgore tonante
Percuola o torre o monte
E che a me si perdoni ai fulminati sassi
Invicio i tuoi qul’hor gemere ascolto
Sopra la rupe etnea il gigante sepolto
Accuso il fato avaro
Che così oltraggi et onta.
Nieghi in carco sì caro alla mia fronte.
Io consacro in holocausto
Ad ogn’hora il mio pensiero
A Saturno perch’è infausto
Et a Marte perch’è fero.
E sol quei numi adoro
Da cui posso sperar stratio e martoro.
Consolatemi tempeste
E venite a mille a mille
Con eserciti di Scille
A a provar se in me vacilla
Il desio d’ire funeste
Consolatemi tempeste.
Chi sfida la fortuna
O da lei benefitia a forza impetra
O dall’usar fierezza almen l’arretra.
Chino la fronte e taccio
Un sguardo al cciel non volgo
Un accento non disciolgo
Quando in pianto io più mi sfaccio.
Collocazione
Immagini
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore