Di Flavio Lanciani
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
[E] quando Amor tiranno
Stanco d’incrudelir verso il mio core
Darai fine al rigore?
Deh, non esser sì fiero,
Cangia, cangia tenor, cangia pensiero,
Che provato a bastanza
Ha la mia fedeltà, la mia costanza.
Se doppo le pene
Succede il piacer,
Speranza, mio core,
Che presto in amore
Havrai da goder.
Dovrebbero i cieli
Destarsi a pietà,
Né più sì rubelle
Usare le stelle
Con me crudeltà.
E pur misero io provo a danni miei,
Ch’immutabili son le stelle, i Dei,
Dunque, che pensi far, core infelice?
Contrastar col destin, ah, non si puole,
Abbondanare Amor Filli non vuole.
Doppo che sono amante,
Non so, che sia gioir.
Ma ogn’hora in pene
Vuò fra catene
Sempre a languir.
Fuggir vorrei Cupido
Ma i lacci porto al cor.
Non so che fare,
Lasciar d’amare
Me l’niega Amor.
Dunque, viver dovrò sempre in tormenti?
No, spezzar voglio i lacci,
Ch’alla mia libertà servon d’impacci!
Su, coraggio, miei spirti,
D’ogni gloria è maggiore
Vincer se stesso e trionfar d’amore!
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Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore