Và che l’hai fatto a me barbaro Arciero Cataldo Amodei
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Và che l’hai fatto a me barbaro Arciero
Che contro il voler mio
M’hai reso amante il Core
Empio tiranno Amore
Saprò saprò ben io
Vendicarmi di te con sdegno altero
Và che l’hai fatto a me barbaro arciero.
Appena io credea,
Che il Core godea
Un lieto sereno,
Che il dardo d’un guardo
Aperse nel seno.
La libertà fuggì con passo alato
Me ne vendicherò Nume bendato.
O qual fiera vendetta
Vuò prender contro te fanciul tiranno?
Ogni tuo fiero inganno
Paleserò sì sì. Bruggiarti io spero
Col foco c’ho nel sen, l’arco e le piume.
Spero barbaro Nume
Involarti coi venti
De’ miei sospiri ardenti
Il velo c’hai negl’occhi. A suon di cetra
Ti chiamerò crudele
Fabbro d’iniquità centro di frodi,
Che nessuno ti lodi,
Che nessuno ti siegua esclamerò
Me ne vendicherò.
Pregherò sdegno guerriero,
Che severo
L’arco impugni contro te,
Farò voti alla ragione
Che a tenzone
Saggia mova a pro di me.
Darò su le furie
D’oltraggi ed ingiurie
Io ti caricherò
Me ne vendicherò.
Ma dove son, che parlo? Ahi forsennato
Ecco ch’io son legato
Da un sciolto crine; Ecco ch’un guardo, un riso
A lagrimar m’invita. O com’è folle
Colui che opporsi crede
Al gran poter d’amore
Al cui strale al cui ardore
Soggiace ogn’alma, e l’Universo cede.
Sì sì torna
Mio core a piangere,
Or che misero
Torni ad amar!
Non pensar, con l’onde
Del tuo pianto,
Il destin frangere.
Resistere chi puote
Con l’impero d’Amor? Chi può far forza,
Chi può frenare i sensi,
Che non prestino ossequio a la beltà?
A Dio libertà
Son preso son vinto;
Ovunque m’aggiro,
Sospiro sospiro
Di lacci son cinto
Da un guardo ridente
Piangente mendico
Mendico pietà
A Dio libertà.
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