XVIII. Non vo’ piangere
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Il Destin vuol ch’io pianga
Io non vo’ piangere
No no no no.
Fin da la cuna
Empia fortuna
Scherzò con me.
Languir mi fé.
Ma la Costanza mia
Nol valse a frangere.
Il destin vol ch’io pianga
Io non vo’ piangere
No no no no.
Dell’incostante Dea
Costante derisore esser mi vanto
D’un intrepido cor nemico è il pianto.
Quell’onda labile
Ch’un ciglio flebile
Stilla del cor
In Alma instabile
Quasi indelebile
Mostra il rigor.
Da la Reggia del duolo
Scatenatevi o furie
S’armi di sdegno il Polo
Per grandinar a danni miei l’ingiurie
Che ad’un Anima invitta
Anche dal duol trafitta
Su le miserie estreme
Terge il pianto dei lumi Aura di speme.
Vibrin pur gli astri adirati
Al mio sen raggi inclementi
Chi non teme ira de Fati
Prende a gioco anche i tormenti.
Dall’aride pupille
D’un impavido Core
Non s’esige il dolore
D’umide stille.
Inganni ed alletti
Lusinghi, e saetti
Del fato il rigor
Che saldo il mio cor
Fin le sventure sue
Sdegna compiangere.
Il Destin vuol ch’io pianga
Io non vo’ piangere
No no no no.
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Musica manoscritta
Scheda inferiore