Serenata. Ora ch’in fosco velo

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
8934
Forma musicale
serenata
Titolo alternativo
Serenata

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
Parte terza, pp. 179-180

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Trascrizione del testo poetico

Ora ch’in fosco velo
Ingombra egra la notte il cielo e ’l mondo
E nell’oblio profondo
Giace la bella, ond’io son giunto a morte.
Su su sospiri,
Lampi d’amore
Sù sù desiri,
Nuntij del core,
Con languidi susurri,
Con geniti dolenti
Svegliate la cagion de’ miei tormenti.

Ma lasso a che risveglio
Colei che del mio duol sempre si ride?
Infelice cor mio,
Tu procuri il tuo male
E mendicando vai nuove saette;
Lasciate, ohimé lasciate,
Che del sonno di lei
Io tragga pace a tanti affanni miei.

Sì sì risveglisi
La bella Clori
E avventi ardori
Quanto più sa.
Felice sorte
Avea la morte
Da si rigida beltà?
Poich’è mia vita
Ogni ferita,
Ch’ella mi dà.
Io moro allor ch’una beltà m’è tolta,
Ma non posso morir, quando m’ascolta.

Poiché tanto vi giova,
Ch’io caggia fulminato a suoi splendori,
Svegliati a danni miei la bella Clori.
Chiari sguardi
Ecco il petto a vostri dardi,
Ecco il seno
A quel fervido baleno,
Onde l’alme dolenti incenerite,
Ferite, ferite.
Uccidetemi pur che solo sia
Il non morir per voi la morte mia.

Collocazione

Biblioteca
I-Rn — Roma, Biblioteca Nazionale Centrale (dalla scheda superiore)
Segnatura
204.3.B.12/193

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Testo per musica a stampa
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Lotti, Giovanni autore del testo per musica

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