Di Staremberg. Pietà Lidio, pietà

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
7344
Titolo dell'opera
Forma musicale
cantata lamento

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 7-9v
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di

Note

Rispetto al riferimento Di Staremberg che compare nell’intestazione, non è possibile chiarire l’identità né la responsabilità associata al nome. Il RISM lo indica come compositore, ma non si conoscono altre musiche attribuibili a questo nome. Più probabile che si trattasse di un aristocratico, membro della famiglia dei conti di Staremberg: in tal caso potrebbe essere stato dedicatario o possessore della cantata.

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Descrizione analitica

1.1: (aria, do minore, c)
S, Pietà Lidio pietà
1.2: Allegro (aria, sol minore, 6/8)
S, Lasciate i rigori
2.1: (recitativo, c)
Dura legge d'amore
3.1: (aria, fa minore)
S, S'il pregar di donna amante
4.1: (recitativo, c)
Che se chiudete core
4.2: Adagio (aria cavata, fa minore, c, 3/2)
I torti miei la colpe mie palesa
5.1: (aria, fa minore, c)
S, Mi confesso rea di morte
6.1: (recitativo, c)
S, Al tribunal d'Astrea

Trascrizione del testo poetico

Pietà, Lidio, pietà
La tua Filli son io
Che disprezzata ancora
Più costante ti segue e più t’adora.
Volgiti al pianto mio
Che s’avrai core in petto
Pietade sentirai, se non affetto.

Lasciate i rigori
Pupille amorose
Non siate ritrose
S’io chiedo pietà.
Venite agl’amori
Che il core piagato
Benché disprezzato
Fuggirvi non sa
Lasciate i rigori
Pupille amorose
Non siate ritrose
S’io chiedo pietà.

Dura legge d’amore
Mi condanna a seguir chi mi disprezza
E quanto più crudel più m’innamora.

S’il pregar di donna amante
Non ti sveglia in petto amor
Hai nel sen cor d’adamante,
Lidio ingrato, o non hai cor.
Se non può beltà che prega
Da te mai sperar pietà
Quel tuo sen ch’amor le nega
È senz’alma o cor non ha.

Che se chiudete core
Benché di selce oppur d’alpestre sasso
Già lo vedrebbe infranto
Da più stille di pianto
O almen darebbe luogo
A scintille d’amor sparse di fuoco
Ma tu m’ascolti e taci,
Parlo né mi rispondi
E col silenzio i detti miei confondi.
Snoda, oh crudo, gli accenti
E se dell’amor mio pretendi offesa

I torti miei, le colpe mie palesa.

Mi confesso rea di morte,
Cruda sorte,
Se pur colpa è l’adorar.
Che s’amar più non poss’io
Più caro della vita ho il morir mio.

Al tribunal d’Astrea
Fatto ricorso un dì
Filli così dicea
Querelando d’ingrato
Lidio Crudel, il non amante amato.

Collocazione

Biblioteca
D-Dl — Dresden, Sächsische Landesbibliothek - Staats-, und Universitätsbibliothek (dalla scheda superiore)
Segnatura
Mus. 1.I.2,1/2

Repertori bibliografici

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Staremberg possessore

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