Cantata à voce sola Del P. D. Diogenio Bigaglia

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
6360
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 25-30v
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, c)
Filli, che vedo, o cieli
2.1: (aria, 2/2)
Se ride m'alletta
3.1: (recitativo, c)
M qual pianto rimiro
4.1: Largo (aria, c)
Piange il prato, e piange il lido

Trascrizione del testo poetico

Filli, che vedo, o Cieli?
Mesta sen giace entro l’ovil paterno,
E da quelle pupille
Cinosure fatal di questo core
Cadono a mille a mille
Le lagrimette belle;
Ch’a dispetto del duol, che la tormenta
Rendono più vago all’occhi miei;
Onde dir non saprei
S’all’amante mio cor più grata sia,
Quando ride o si duol l’anima mia.

Se ride m’alletta,
Se piange diletta,
Quest’alma il mio cor.
Ma lieta se mira
Se mesta sospira,
Uguale è l’ardor.

Ma qual pianto rimiro
Versar le rupi e’l bosco,
Il rio, l’erbe e le frondi?
Getta più d’un sospiro
Amor che giace alla mia Filli accanto;
E vedendo i miei lumi
Asciutti ancor non distillarsi in pianto
Grida: Pastor non ami
Filli con vero core,
Perché uguale sarebbe il tuo dolore.

Piange il prato, e piange il lido
Nel veder dolente, e mesta
La tua cara Filli oh Dio?
Il tuo cor, ch’è pur sì fido
Per cagion così funesta
Versi il pianto e formi un rio
Versi il pianto il tuo cor.

Collocazione

Biblioteca
I-Nc — Napoli, Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "San Pietro a Majella" (dalla scheda superiore)
Segnatura
33.4.28 (=Cantate 67)/4

Immagini

Repertori bibliografici

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

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