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Record number 8408

Bibliographic levelConstituent unit
Document typeHandwritten music
DateUncertain date, 1650-1690
Dubious authorCesti, Antonio [Pietro] (1623-1669)
TitleSotto l’ombra d’un lauro
Musical presentationFull score
Publication[s.l. : copia, 1650-1690]
Physical descriptionC. 150-165. Watermark: not registered.
NotesIl nome "Cesti" presente sulla prima carta è di mano diversa e cancellato con un tratto di penna. In altra fonte (I-Nc 33.4.18) la cantata con il titolo "Gli effetti d’amore" è attribuita a Giovanni Battista Giansetti.
Uniform titleSotto l'ombra d'un lauro. Cantata
Medium of performance1V,1str: S,bc
Bibliographic repertoriesBurrows 1977: p. 147
SBN: MSM0162252 external link
RISM A II: 850021700 external link
Bibliography
Analytical description1.1: (Recitativo, c)
Sotto l’ombra d’un lauro
2.1: (Aria, fa maggiore, 3/4)
Quanti ardori a farmi guerra
3.1: (Recitativo, c)
E pur fra tante fiamme
4.1: (Recitativo-arioso, c)
O tu famoso alloro
5.1: (Aria, c)
Ah so ben per cento prove
5.1: (Aria, c)
Ah so ben per cento prove
6.1: (Arioso, c)
Sì che senza sperare al core
7.1: (Aria, c6/8)
La bellezza d’un volto ch’uccide
8.1: (Recitativo-arioso, c)
Et a quel volto caro
9.1: (Recitativo, c)
Onde me stesso in me più non conosco
10.1: (Aria, fa maggiore, 3)
Fra miracoli d’amore
Is part ofComposizioni vocali da camera (record n. 8391)
Poetical text transcriptionSotto l’ombra d’un lauro
Quando dall’alto ciel vampe di foco
Avventa a noi qua giù Sirio latrante
Un garzonetto amante
Inquieto in quell’ore
Così andava sfogando il suo dolore.

Quanti ardori a farmi guerra
Soffre il misero mio core
Fiamm’il ciel fiamme la terra
Fiamme vibra il cieco Amore.

E pur fra tante fiamme
Per non dar fine mai al mio tormento
Consumar non mi sento
Sì che bisogna dire
Con mio dolore interno
Son le pene d’amor pene d’inferno.

O tu famoso alloro
Del gran pastor d’Anfriso amato oggetto
Perché non dai ristoro
Al fulminato petto.

Ah so ben per cento prove
Che fa esente il tuo favore
Sol dai fulmini di Giove
Non dai fulmini d’amore

Sì che senza sperare al core
Incenerito alcun conforto
Mi credo vivo e mi ritrovo morto.

La bellezza d’un volto ch’uccide
Il mio petto ferito m’ha già
Contro luci sì fiere homicide
Il mio core riparo non ha.

Et a quel volto caro
In cui si mira il Paradiso impresso
Già per tributo suo donai me stesso.

Onde me stesso in me più non conosco
Che con nuovo stupore
Le potenze dell’alma il seno il core
Cosa ch’appena credo
In me non le ritrovo in lei le vedo.

Fra miracoli d’amore
Anche questo hoggi s’ascriva
Che ti veda un huom che viva
Senza l’alma e senza il core.
 Document image 
CountryItaly
LanguageItalian
ShelfmarkI-Nc - Napoli - Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "San Pietro a Majella"
33.4.15 (olim Arie. 45)(17)

   Record by Teresa M. Gialdroni