Record details

back   new search  

Record number 10863

Bibliographic levelConstituent unit
Document typeHandwritten music
DateUncertain date,
ComposerFarina, Antonio (sec. 17.)
TitleArdon le sfere e fugge
Musical presentationFull score
Publication
Physical descriptionC. 75-95 [olim 76-96]. Watermark: not registered.
NotesSerenata [...] (c. 75r) il resto dell’annotazione è eliminata dalla rifilatura. Cfr. I-Nc 33.5.38, c. 59r-66r. Per i legami di responsabilità, cfr RISM 850027047 e 850036731 e 703002662
Uniform titleArdon le sfere e fugge. Cantata
Medium of performance1V,3str.: S,str1,str2,bc
Bibliographic repertoriesSBN: IT\ICCU\MSM\0080357 external link
BibliographyFriggi 2013
Analytical description1.1: Adagio (Instrumental introduction, sol maggiore, c; Str1,Str2,bc)

2.1: (Aria, sol maggiore, c; S,bc)
Ardon le sfere e fugge di latrati di Sirio ogn’aura a volo
3.1: (Aria, sol maggiore, c,3/2; S,str1,str2,bc)
Tutto avvampa e sol tu geli fra l’ardor timido core
4.1: (Recitativo, c; S,bc)
Ma se da’ suoi begl’occhi temi fulmini
5.1: (Instrumental interlude, la minore, c; Str1,Str2,bc)

6.1: (Aria, la minore, c; S,Str1,Str2,bc)
vivo in pene e tu nol sai che mi fai
7.1: (Aria, la minore, c3/2; S,bc)
Son ferito e tu nol vedi
Is part ofComposizioni vocali da camera (record n. 10842)
Poetical text transcriptionArdon le sfere e fugge
Di latrati di Sirio
Ogn’aura à volo
E su l’arido suolo
Pallidetta e confusa
quasi di verdeggiar l’herba ricusa.

Tutto avvampa e sol tu geli
Fra l’ardor timido Core
Se l’incendio avvien che celi
Sotto il giaccio del timore
Svapori la fiamma
Che chiusa sen sta
Al sol che rinfiamma
Dimanda pietà
Che sia sorte felice
Dentro rogo sì bello esser fenice.

Ma se da suoi begl’occhi
Temi fulmini d’ira
Celati e almen consenti
che col tuo ma
La sua pietade io tenti
Bella per cui s’honora
Nomarsi Crine il Tago et occhio il sole
Piacciati per brevi hora
D’udir il suon di musiche parole
Che del mio Cor non mio
Cor senza Cor nunzio son Io.

Vivo in pene e tu nol sai
Che mi fai
Tra sospiri tra martiri
Tormentar la notte e dì
Cara non mi lasciar morir così.

Son ferito e tu nol vedi
Mira e credi
Tanto duolo
Tolerar non puo né sa
Bella non mi negar qualche pietà.

Questi son del mio core
I veridici sensi
Ma tu nulla vi pensi
E consoli col riso il suo dolore
Ma il mio cor che costante
Quanto sprezzato è più tanto e più amante.
 Document image 
CountryItaly
LanguageItalian
ShelfmarkI-Nc - Napoli - Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "San Pietro a Majella"
33.4.16 A (23) [olim Cantate 48.1@23]

   Record by Cinzia Trabucco