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Record number 10795

Bibliographic levelConstituent unit
Document typeHandwritten music
DateUncertain date,
ComposerFarina, Antonio (sec. 17.)
TitleAnonimo [Per le deserte arene d’impenetrabil lido]
Musical presentationFull score
Publication
Physical descriptionC. 47-56 [olim 49-58]. Watermark: not registered.
Notes"anonimo" posto in testa alla composizione da mano recente (ottocentesca?) È stato aggiunto a matita "Farina"; cfr. carta 17 (scheda. 10791)
Uniform titlePer le deserte arene d’impenetrabil lido. Cantata
Medium of performance1V,1str.: S,bc
Bibliographic repertoriesSBN: IT\ICCU\MSM\0157263 external link
RISM A II: 850009397 external link
BibliographyFriggi 2013: nota 118
Analytical description1.1: (Aria, c3/2)
Per le deserte Arene
2.1: (Aria, 3/2)
Piangete occhi dolenti
3.1: (Aria, 12/4)
Ridete piangendo
4.1: (Aria, c/, 12/8)
Ma sete in lagrimar troppo codardi
5.1: (Aria, 12/8)
Scorgan poi sue luci belle
Is part ofComposizioni vocali da camera (record n. 10789)
Poetical text transcriptionPer le deserte Arene
D’impenetrabil lido il piè movea
Carca di mille pene
La disperata Eurilla e ad ogni passo
Un sospir dal cor trahea.
Poi nel più cupo seno
Di quelle solitudini remote
Fermò sospesa il piede
E di un aspro dolor misera herede
In così flebil note
Amando un cor di scoglio
Esagerò piangendo il suo cordoglio.

Piangete occhi dolenti
E mentre il ciglio geme
Voi lagrime cadenti
Congelatevi insieme
E fabricando un limpido cristallo
Sia all’idol mio che m’odia tanto
Specchio del suo vigore il mio gran pianto.

Sì sì lumi piangete
E con lingue d’argento
Nunzie del mio tormento
Noto a Filen rendete
Quell’ardor che mi strugge a poco a poco
E sian vostr’acque interpetri del foco.

Ridete piangendo
All’empio ch’adoro
E morte mi dà
Che io solo pretendo
Un lieve ristoro
D’amico pietà.

Poi che ad un core incenerito e morto
Reca l’altrui pietà dolce conforto.

Ma sete in lagrimar troppo codardi
O da poche pupille
Mentre versate il pianto a stille.
Su cangiate tenore
E ad esprimer del core
Lagrimate vesuvi
Voglio che voi spargete ampi diluvi.
Grandinate, diluviate
Luci mie languide e meste
E habbia vanto il vostro pianto
Di formar fiere tempeste.

Scorgan poi sue luci belle
Entro all’lucide procelle
Di quell’onda fluttuante
La mia fede naufragante
E poiché suo rigor già così piacque
Mora nel foco il cor la fé nell’acque.
 Document image 
CountryItaly
LanguageItalian
ShelfmarkI-Nc - Napoli - Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "San Pietro a Majella"
33.4.17 A (6) [olim C.I.8A (A.54) @6]

   Record by Cinzia Trabucco